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Ulisse, il piacere della scoperta di una Napoli che non è solo Gomorra

La redazione di “Ulisse” incassa i complimenti per “I mille segreti di Napoli” ma anche tante critiche. Volevano “Gomorra” e gli intrighi politici, ma forse dimenticano che Alberto Angela non è Milena Gabanelli.
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Ma come, il "servizio pubblico" parla di Napoli senza toccare l'argomento "Gomorra"? Succede anche questo a chi confeziona un documentario sulla città all'ombra del Vesuvio e oggi si grida allo scandalo, additando ad "Ulisse – Il piacere della scoperta" di aver preparato un contenuto insipido, una "pizza senza sapore". Intanto, il lavoro di Alberto Angela andato in onda sabato 9 maggio su Rai Tre, gli fa incassare non soltanto il miglior risultato stagionale, 1.841.000 spettatori e 8.9% di share, ma anche gli applausi del suo pubblico. In queste ore il suo post di ringraziamento sulla pagina ufficiale Facebook sta facendo il giro delle bacheche, ubriaco di "mi piace" e di messaggi d'affetto. Un plebiscito, è il caso di usare questa parola.

Dalla cappella del Principe di Sansevero al Tunnel Borbonico e le sue toccanti storie dalla seconda guerra mondiale, fino alle meraviglie nascoste (dal punto di vista mediatico, perché in realtà sono a portata di tutti) dell'Università Orientale, la più antica dove da sempre è possibile studiare le cosiddette "lingue esotiche". E ancora il "Palazzo dello Spagnolo" al quartiere Sanità, la certosa di San Martino, il Complesso di Santa Chiara e non solo. Viene raccontato anche il legame che Napoli ha con Diego Armando Maradona, mostrando la famosa reliquia del capello posta al Bar Nilo in pieno centro storico, e con le tradizioni culinarie, "come una carezza", la definisce Alberto Angela, dando ampio spazio alla pizza e al ragù partenopeo. Nulla viene lasciato fuori, a parte "Gomorra" certo, compreso il ricordo composto della città in quel funerale di Pino Daniele che pure fu tanto discusso: "I soliti napoletani", qualcuno ebbe a dire. Anche allora.

Stereotipi e oleografia? Perché si fa fatica a ritenerlo, semplicemente, un tributo? "Ulisse" non fa politica, non fa reportage d'inchiesta. Forse è in fallo chi si aspettava Alberto Angela vestito da Milena Gabanelli a puntare il dito su sprechi ed eco-mostri, su intrighi politici e condizioni, sì comatose in certi casi, dei servizi offerti ai cittadini. E se "Gomorra", per una volta almeno, resta fuori dalla cartolina, è certo che non troverà il broncio né di Roberto Saviano, né di Sky.

Una curiosità. Napoli nel suo coacervo di contraddizioni non si smentisce mai e, soltanto un giorno dopo la messa in onda di "Ulisse", scopre il fianco ai suoi puntualissimi detrattori con il fine gara di Parma-Napoli. Le accuse dell'allenatore del Parma, Roberto Donadoni, secondo cui i giocatori del Napoli avrebbero voluto partita vinta da chi è già fallito, rimette un po' l'ordine delle cose a posto e sbatte, purtroppo, lo "SputtaNapoli" di nuovo in prima pagina.

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