Riparte da mercoledì 22 gennaio uno dei più longevi quiz show della televisione italiana: su Canale 5 torna Chi vuol essere milionario?, una garanzia dei palinsesti Mediaset grazie a un format rimasto (quasi) invariato e alla conduzione rassicurante di Gerry Scotti. Sono anni che non lo rivediamo nella fascia preserale, ma la collocazione in prima serata è perfetta per il programma. L'appuntamento è per tutti i mercoledì alle ore 21.35 circa, per sette puntate.

Lo Switch/cambio domanda al posto dell'Aiuto del pubblico

A 21 anni dalla prima edizione, la grafica e il regolamento restano gli stessi di sempre, tratti dal format inglese Who Wants To Be a Millionaire? che viene trasmesso in oltre 120 nazioni di tutto il mondo. C'è però una novità da quest'anno, un nuovo aiuto per il concorrente chiamato a rispondere a 10 domande per un valore da 500 a un milione di euro. Sono 4 le agevolazioni su cui l'aspirante milionario può contare: ai già esistenti “50 e 50” (l'eliminazione di due risposte su 4), “Chiedilo al tuo esperto in studio” (l'aiuto di un amico o parente presente tra il pubblico), “Chiedilo a Gerry” (l'aiuto di Gerry Scotti, introdotto nel 2019 in sostituzione della "Telefonata a casa"), si aggiunge lo “Switch/cambio domanda” che va a sostituire l'“Aiuto del pubblico”. Dunque, non sarà più possibile sentire il parere degli spettatori in studio, ma il concorrente avrà la possibilità di annullare una domanda e sostituirla con una nuova, del medesimo valore in denaro. Questa funzionalità era stata già introdotta nel 2007 e poi tolta nel 2009.

I vincitori del passato

Come già nel 2019, il quiz di Scotti viene registrato in uno studio in Polonia, lo stesso che ospita anche la versione locale del format. Nella storia della trasmissione, solo soltanto tre i partecipanti che hanno conquistato il montepremi massimo. La prima è stata Francesca Cinelli di Lamporecchio, che vinse un miliardo di lire nel 2001. Con il passaggio all'euro, sono diventati milionari Davide Pavesi di Cerro al Lambro nel 2004 e Michela De Paoli di Pavia, nel 2011.