Tra gli ospiti della puntata pasquale di "Che tempo che fa" è intervenuto anche Tiziano Ferro. Il cantante in collegamento dalla sua abitazione di Los Angeles ha parlato di come sta vivendo questi giorni in piena emergenza coronavirus e si è soffermato su alcune osservazioni riguardanti il mondo della musica che, come tutti i settori dell'intrattenimento, vive un momento di stallo dal quale non si sa quando sarà possibile uscire.

Tiziano Ferro canta a Che tempo che fa

Le note al pianoforte de "Il Conforto", uno dei brani più coinvolgenti che il cantautore di Latina ha prodotto negli ultimi anni, precedono la chiacchierata con Fabio Fazio che lo ringrazia per aver trovato il modo di ringraziare tutti coloro che in queste settimane stanno affrontando senza sosta emergenza coronavirus. Il cantante racconta come è stato il rientro negli Stati Uniti e come stia vivendo questi giorni di attesa e tensione: "Come tutti Fabio. Io ho compiuto gli anni il 21 febbraio, ho preso un aereo per tornare qui, il giorno dopo ho aperto gli occhi e il mondo era cambiato. Per fortuna qui in California non hanno ascoltato Trump e quindi le misure sono state adottate in anticipo, forse questo è servito a contenere un po' i numeri".

La richiesta di Tiziano Ferro

Il conduttore, però, rivolge a Tiziano Ferro una domanda che apre uno spazio di riflessione inerente al futuro delle varie attività dell'intrattenimento e dello spettacolo che si trovano a vivere una condizione di incertezza e stallo. Fazio, infatti, chiede se le date del tour sono state rimandate, a cui riceve in risposta:

Ti ringrazio per questa domanda, perché è una cosa che dovremmo affrontare. Attualmente i miei concerti sono ancora in piedi, perché oltre il 3 maggio non ci sono state restrizioni. Io parlo per me, per la mia categoria, perché è l'unica che conosco e per tutti coloro che in migliaia hanno già comprato i biglietti. Noi abbiamo bisogno di sapere se si possono fare concerti, abbiamo bisogno di risposte, ad oggi tecnicamente non sappiamo nulla, e lo dico per i fan che chiedono a me, ma non solo a me, a Vasco, a Cremonini, cosa sarà dei loro biglietti. Lo dobbiamo anche a chi lavora ai concerti per il palco, i tecnici, tutti quanti. Quindi io chiedo al governo delle risposte, ne abbiamo bisogno anche noi.