A metà tra il dramma e il genere fantasy, tra l’horror e il dramma, arriva su Fox, canale 112 di Sky, l’ultima, imperdibile serie tv per tutti gli appassionati di mostri e vampiri. "The passage", tratto dall’omonima trilogia di romanzi di Justin Cronin e prodotto niente di meno che dal quattro volte candidato al premio Oscar Ridley Scott, è un thriller ad alto tasso di adrenalina in cui la storia ruota intorno al cosiddetto progetto Noah, un delicato esperimento medico su un pericoloso virus che potrebbe curare ogni malattia, rendendo la popolazione della Terra immortale, o al contrario portare alla distruzione dell’umanità. Riuscirà il genere umano a sopravvivere? Scopritelo nei dieci episodi delle prima stagione del nuovo e atteso show.

Il progetto Noah e la salvezza dell’umanità: la trama di "The Passage"

Lo show è tratto dall’omonima trilogia firmata da Justin Cronin, che ha riscosso un certo successo negli Stati Uniti. Il primo libro, intitolato "The Passage", al centro della serie tv, è uscito nel 2010, mentre il secondo "The Twelve" e il terzo "The City of Mirrors" sono stati pubblicati rispettivamente nel 2012 e nel 2016. Senza il progetto Noah non esisterebbe "The Passage": la storia del nuovo fanta-thriller in onda su Fox, canale 112 di Sky, comincia proprio da questo esperimento, realizzato su ordine del governo americano in un’operazione top secret.

Un team di medici e ricercatori sta facendo ricerche su un virus proveniente dal Sudamerica nel disperato tentativo di trovare una cura a tutte le malattie, rendendo di conseguenza il genere umano immune a qualsiasi tipo di epidemia. Ma qualcosa va storto e alcuni detenuti, utilizzati come cavie, cominciano a trasformarsi in vampiri, con poteri sovrumani e avidi di potere. Il destino del mondo è a quel punto nella mani di Amy Bellafonte, un’orfana di 10 anni, che l’agente federale Brad Wolgast ha il compito di proteggere per portare a termine la missione e salvare il genere umano.

Non solo horror: il lato emozionale di "The Passage"

Il rapporto tra la piccola Amy e l’agente Wolgast, commovente e straziante allo stesso tempo, è il vero cuore pulsante della serie: i due partono alla volta del Colorado, intraprendendo un lungo ed emozionante viaggio attraverso tutto il Paese, in cerca della salvezza finale. "The Passage" mescola al suo interno più generi: horror, avventura, drama, fantasy, spingendo a riflettere su quei limiti morali che si dovrebbero imporre alla scienza per non scavalcare la natura, e sulla fragilità e la bellezza dei legami.

Da non perdere se avete amato "The Walking Dead"

Per tutti coloro che si sono appassionati alle vicende di "The Walking Dead", la visione di "The Passage" è obbligatoria. Stilisticamente queste due serie tv si avvicinano molto, essendo incentrate su creature mostruose, misteri e cospirazioni, ma qui c’è un elemento in più: il mito si mescola con la scienza per dare vita a creature del tutto nuove nel panorama televisivo contemporaneo, interrogandosi sul destino dell’umanità e sulle possibili evoluzioni di un futuro post-apocalittico.

Volti conosciuti nel cast e Ridley Scott come produttore

A vestire i panni dell’agente Brad Wolgast c’è Mark-Paul Gosselaar, che i più ricorderanno per i suoi ruoli in "Bayside School" e "Pitch". Tra i volti i noti del piccolo schermo troviamo anche Henry Ian Cusick, che qui veste i panni del dottor Jonas Lear, dopo aver interpretato Desmond Hume in "Lost". Nel cast anche Saniyya Sidney, attrice dodicenne che qui è la piccola Amy Belafonte, ma che nonostante la giovane età ha già recitato in show di successo, come "American Horror Story: Roanoke" e nel film "Il diritto di contare" con Kevin Costner e Kirsten Dunst. Tra gli ingredienti del successo di “The Passage” c’è di certo anche la produzione di Ridley Scott, candidato nella sua lunga carriera per ben quattro volte al premio Oscar. "The Passage" non è il suo primo lavoro per la tv: Scott è già stato produttore esecutivo di "The Good Wife" e del suo spinoff "The Good Fight", e poi ancora di "Taboo", serie con Tom Hardy, "Strange Angel", "The Man in the High Castle" e "The Terror". Insomma, la sua firma è una garanzia.