La fiction Mediaset "Furore" è in arrivo sul piccolo schermo: a partire dal prossimo 14 maggio il nuovo prodotto televisivo intratterrà gli italiani con la storia della famiglia Licata, emigrata dal sud Italia verso il nord alla ricerca di fortuna. Saro Licata, detto Santuzzo (Massimiliano Morra ) e suo fratello maggiore Vito (Francesco Testi) si trasferiscono dalla Sicilia a Lido Ligure alla ricerca di un lavoro migliore. Con loro c'è la madre Crocifissa (Angela Molina) e la sorella Rosa (Aurora Giovinazzo). I due fratelli trovano lavoro come operai edili nella società di Rino Schivo (Stefano Dionisi), un imprenditore senza scrupoli che può contare sull'appoggio di un commissario di polizia colluso (Sergio Arcuri). I fratelli vengono sfruttati e sottopagati, e decidono di subire i soprusi in silenzio.

Santuzzo e Vito Licata protagonisti di "Furore" – Santuzzo sarà il primo a ribellarsi e cercherà di convincere gli altri operai a scioperare, entrando in conflitto col fratello. Il giovane interpretato da Morra troverà l'appoggio nella sindacalista Imma (Giuliana De Sio), di cui si innamorerà. Dal canto suo Vito inizierà una storia d'amore con Concetta (Cosima Coppola), una maestra dal passato dalle mille ombre. I due fratelli dovranno lottare contro il proprio datore di lavoro e contro la moglie del Sindaco (Alessandra Martines), decisa a svelare il l'oscuro passato di Concetta e allontanare i meridionali dal proprio paese.

Gli ingredienti per una fiction di successo sembrano esserci tutti, ma la polemiche non sono mancate: secondo qualcuno la fiction alimenterebbe l'immagine stereotipata del nord razzista degli anni Cinquanta. A difendere il prodotto Mediaset sono stati i protagonisti, attraverso un'intervista a "Chi".  Massimiliano Morra ha così commentato:

Il tema del razzismo è sottolineato ma non eccessivo. Potrebbero fare più sensazione certe scene calde. Terrei d'occhio uno spezzone in cui una fragola viene usata… in modo inaspettato.

Gli fa eco l'attore Francesco Testi: "Sono veronese, ma se Furore avesse parlato del Veneto anziché della Liguria non mi sarei sentito coinvolto: parliamo dell'Italia di cinquant'anni fa".