La notizia della tentata truffa in Rai, risale alla primavera di quest'anno, ma solo adesso a distanza di mesi, emergono alcuni aspetti che prima d'ora non erano stati considerati, soprattutto le dichiarazioni di Michele Anzaldi, nella commissione di vigilanza del Servizio Pubblico, mettono in luce la gravità di una questione che è stata presa sottogamba dai dirigenti della televisione di Stato.

Nella primavera di quest'anno, infatti, il presidente della Rai, Marcello Foa, ha ricevuto una mail dall'allora  Ministro dell'economia Giovanni Tria, in cui gli si chiedevano dei fondi per sviluppare un progetto all'estero. La cifra di denaro richiesta non era affatto irrisoria, e la mail era corredata anche del numero di conto corrente sul quale accreditare la somma richiesta. Marcello Foa, insospettito dall'accaduto, avrebbe discusso della questione con l'amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, e dopo aver fatto i dovuti controlli avrebbero deciso di non versare il denaro richiesto e denunciare la vicenda alle forze dell'ordine. Gli inquirenti hanno quindi messo mano sulla tentata truffa e in queste settimane avrebbero anche interrogato il Presidente Foa.

Il commento di Michele Anzaldi

A commentare in maniera piuttosto piccata l'accaduto è stato Michele Anzaldi. Il deputato del Partito Democratico, nella vigilanza Rai, ha esternato i suoi dubbi sulla vicenda, pretendendo che i dirigenti della Rai dessero delle spiegazioni quanto più esaustive possibili. In effetti, quello che si è verificato ai vertici Rai è stato un tentativo di truffa in piena regola, naufragato sì, ma che conserva delle lacune importanti da dover sanare, ed è quanto cerca di mettere in luce Anzaldi:

Da quello che leggo e da quello che ho saputo ora da alcune telefonate, la situazione mi pare assai più grave. Il presidente della Rai Marcello Foa, una volta ricevuta l'e-mail, si è spinto molto avanti, proponendo all'Ad Salini di siglare il contratto proposto dal finto Tria e sborsare del denaro. La cosa appare gravissima dal punto di vista sia amministrativo che legale perché non è chiaro per quale ragione un presidente del Consiglio di amministrazione della Rai abbia intrattenuto rapporti di questo tipo con il governo, per quale ragione un contratto del genere venga preso in esame da un presidente della Rai senza fare un bando. Che una cosa del genere sia stata proposta poi all'ad Rai senza prima fare una semplice telefonata al ministero dell'Economia o un'istruttoria, che avrebbe fatto un'azienda anche di piccole dimensioni, è davvero grave

L'intervento di Riccardo Laganà

A chiedere ulteriori chiarimenti è sceso in campo anche Riccardo Laganà, il consigliere del Cda eletto dai dipendenti, che non ha apprezzato il fatto di non essere stato informato adeguatamente sulla vicenda, apprendendo solo dopo che la magistratura avrebbe anche avviato un'indagine in merito: "Sulla vicenda di cui è protagonista il presidente della Rai Marcello Foa, apprendo dettagli inquietanti che in Consiglio non ci sono stati forniti. È incredibile leggere di un tentativo di truffa ai danni dell'azienda a questo livello. Tentativo sventato, a quanto apprendo, anche grazie all'ad Rai Salini. Leggo che é in corso una indagine della magistratura ma è doveroso che il Consiglio venga puntualmente informato degli sviluppi e delle eventuali responsabilità. Sarebbe interessante leggere la famigerata e-mail per capire la portata dell'episodio"