Dopo Lucia Borgonzoni in Emilia Romagna la Lega si affida a un’altra donna per insidiare un altro storico fortino rosso come la Toscana. Sarà Susanna Ceccardi la candidata del centrodestra alle elezioni regionali che si svolgeranno il prossimo 20 e 21 settembre. Ceccardi, attualmente europarlamentare ed ex sindaca del comune di Cascina, si era fatta notare in passato, quando si trovava all'opposizione nel suo comune, per una affermazione discutibile su una delle canzoni più celebri degli ultimi decenni, Imagine di John Lennon. "È una canzone marxista", aveva detto opponendosi all'allora sindaco, che aveva consigliato di cantare quella canzone nelle scuole primarie in luogo delle tradizionali melodie natalizie.

Un aneddoto che è stato rievocato da Luca Telese e David Parenzo nel corso della trasmissione In Onda, partita la scorsa settimana su La7 al posto di Otto e Mezzo. Ad introdurre l'argomento era stato proprio Telese, che rivolgendosi a Ceccardi aveva detto: "Lei era stata protagonista di una lunga polemica contro gli asili e le scuole primarie della sua cittadina perché non voleva si cantasse Imagine, di John Lennon, con un'argomentazione molto novecentesca, ovvero che si tratta di una canzone comunista".

"È stata riportata male dai giornali – ha ribattuto Ceccardi – il post l'ho fatto quando ero all'opposizione, non quando ero sindaco. Allora il sindaco del mio comune invitò le scuole a non cantare le canzoni di Natale, ma a cantare Imagine. Fu una considerazione letteraria, visto che lo stesso John Lennon disse che si trattava di una canzone marxista e infatti le parole lo sono". Il conduttore è quindi intervenuto, invitando ironicamente la candidata a "non usare John Lennon contro John Lennon". La candidata leghista ha quindi improvvisato una sorta di analisi del testo di Imagine a supporto della sua tesi: "Immagina un mondo senza religione, confini, proprietà privata. Mi permisi di dire che un mondo del genere non solo era stato immaginato, ma realizzato, visto che sotto l'Unione Sovietica nessuno poteva professare la propria religione tranne che l'ateismo, senza proprietà privata che veniva considerata come un delitto…".

Ospite in studio a In Onda an che il sociologo e storico Marco Revelli, che chiamato in causa ha commentato: "Questa canzone l'ho ascoltata sempre con molto piacere senza mai pensare che sotto vi fosse una radice ideologica precisa. È una scoperta di stasera, ma io consiglierei alla candidata toscana un breve corso sulle culture novecentesche".