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24 Novembre 2021
20:45

Storia di una famiglia perbene 2 si farà? Simona Cavallari: “Perché la seconda stagione è possibile”

Il finale di Storia di una famiglia perbene segna l’addio ai De Santis e agli Straziota o sono in arrivo nuove puntate? Su Fanpage.it, Simona Cavallari ha parlato della possibilità che si faccia la seconda stagione. Poi ha raccontato il rapporto con Giulia Michelini e di quella volta che Daniele Silvestri le dedicò la canzone “La paranza”.
A cura di Daniela Seclì
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L'ultima puntata di Storia di una famiglia perbene va in onda mercoledì 24 novembre. La serie con Simona Cavallari, Giuseppe Zeno e Carmine Buschini è arrivata al gran finale. La seconda stagione si farà? Fanpage.it ne ha parlato con l'attrice Simona Cavallari, che nella serie interpreta Teresa. L'attrice ha detto la sua sulla possibilità che vengano prodotti nuovi episodi sulle vicende della famiglia De Santis e degli Straziota. Inoltre, ha parlato del suo rapporto con Giulia Michelini, della sua vita privata e di quella volta che il suo ex Daniele Silvestri le dedicò la canzone "La paranza", che diceva "Mi sono innamorato di una stronza".

Il tuo ritorno in tv è stato in grande stile. La fiction Storia di una famiglia perbene ha ottenuto un ottimo riscontro e si è attestata sempre come programma più visto della serata.

È stato un successo che in parte speravamo, ma inaspettato. Credo abbia appassionato la storia. Come spesso capita in Italia, quando si raccontano fatti realmente accaduti – in questo caso gli sbarchi, il traffico di droga, la caduta del Muro di Berlino – chi non li ha vissuti, ha voglia di capire. E poi le storie d’amore appassionano da sempre. Da spettatrice, è la cosa che più mi piace vedere al cinema, sono sempre curiosa di sapere come va a finire.

Teresa è una donna sottomessa con il marito ma anche capace di gesti di grandissimo coraggio pur di difendere i suoi figli. Cosa ti rimarrà di lei ora che dovrai dirle addio?

Chi lo sa, magari ci sarà la seconda stagione. Ho faticato ad amare Teresa. Nelle scene di violenza, dicevo al regista: “Ma perché non reagisce?”. Poi ho pensato a tante donne anche mie parenti, che non avevano alcuna voce in capitolo all’interno della famiglia. Tuttavia, con i silenzi, gli sguardi, parlando con i figli quando il padre non c’era, parlando con i mariti nei momenti di buona, mantenevano la famiglia unita. Delle equilibriste. Sicuramente stare con un uomo del genere non deve essere facile, di storie ne vediamo tante purtroppo.

Sì, la piaga della violenza sulle donne non è roba d'altri tempi, ma un problema quanto mai attuale.

Non si fanno grandi progressi. Durante la pandemia, in termini di violenza, chi ci ha rimesso di più sono state le donne. Anche nel lavoro, ci sono ancora tante discriminazioni. Sembra ci sia quasi un accanimento. In Italia siamo ancora molto indietro, speriamo nei giovani.

Simona Cavallari è Teresa De Santis nella serie Storia di una famiglia perbene
Simona Cavallari è Teresa De Santis nella serie Storia di una famiglia perbene

Tornando alla serie Storia di una famiglia perbene, facevi cenno prima alla possibilità che si faccia la seconda stagione. Dunque, l'ultima puntata potrebbe non essere un addio?

La storia nasce dal romanzo di Rosa Ventrella, che non ha un seguito. Si arriva già a un finale. Però, il libro è stato sceneggiato. Nessuno si aspettava questo amore per la serie. Dei bravi sceneggiatori riuscirebbero a trovare un seguito. Per adesso nessuno sa niente, ma devo anche dire che tutti sono molto contenti dei risultati: sia Mediaset, che il produttore Matteo Levi.

A te piacerebbe tornare a interpretare Teresa?

Ci sarà un finale a sorpresa e sicuramente l’evoluzione del personaggio, rispetto a questo finale, potrebbe essere interessante. Poi, tieni conto che sono diventata amica dell’attrice che interpreta mia madre, ci sentiamo quasi tutti i giorni. Anche i ragazzi tra di loro si vedono spesso. Si sono creati tanti legami su questo set, forse perché abbiamo iniziato in quarantena. Eravamo tutti lontani da casa e ognuno solo nella propria casetta a Monopoli. Appena hanno aperto, è esplosa la voglia di condividere. Stavamo sempre insieme, non andavamo mai a dormire anche se dovevamo svegliarci alle 6. Questo forse è anche il segreto del successo della serie, lavoravamo con amore, con gioia. Se tornassimo in Puglia, sarebbe bello.

Hai tre figli: Pablo Alberto, Santiago Ramon (avuti da Daniele Silvestri) e Levon Axel (nato dalla relazione con Roberto Libertini). Che mamma sei con loro?

Permissiva. Mia sorella dice che sono troppo buona. Li ho protetti, forse anche troppo, li ho un po’ viziati. Durante l’adolescenza è dura crescere dei figli. Spesso nelle famiglie separate manca la figura più severa. Quando sono in difficoltà, faccio una telefonata al padre e dico: "Aiutami, è arrivato il momento di alzare la voce". Poi i ruoli si possono anche invertire, ma nel mio caso è stato così. Daniele è quello più severo, anche se non è che abbiano tutta questa paura di lui (ride, ndr).

Quanto al tuo rapporto con Daniele Silvestri, ricordo quando ti dedicò La paranza. Se non sbaglio, sei tu la "stronza" del primo verso della canzone.

Sì (ride, ndr). Ha scritto quella canzone quando eravamo ancora insieme e quindi era ironico. Non è stata scritta dopo la separazione. Io ho un carattere per cui parto subito in battaglia. Se ci sono situazioni che non capisco, devo andare a sviscerarle. Alcune volte posso essere pesante…è vero sono proprio una stronza (ride, ndr). Però, poi alla fine sono una che non porta rancore. Sul momento, finché non ho chiarito tutto non ti mollo, poi però non ci penso più. Mi riconosco in quell’appellativo. È stato divertente. Oggi con Daniele non siamo una famiglia allargata, non facciamo i Natali insieme, ma visto che suo figlio e i miei si vogliono bene, se ce lo chiedono sicuramente passano un pomeriggio insieme.

Simona Cavallari con il compagno Giovannino Glorio
Simona Cavallari con il compagno Giovannino Glorio

Il tuo compagno, Giovannino Glorio, ha tre figli proprio come te. Funziona questa famiglia allargata?

Teniamo le due cose ancora un po’ separate, perché la sua relazione è finita da poco. Come ho usato io delle precauzioni, le sta usando giustamente anche lui. Però viviamo insieme. I miei figli si sono affezionati a lui. Ogni tanto, quando i ragazzi stanno tutti insieme, sono quasi ingestibili perché sono troppo entusiasti. In casa diventa un disastro. Però mia madre ha cinque fratelli, mio padre quattro, siamo pieni di cugini. Sono abituata alle famiglie rumorose.

Sei stata assente dalla tv per diversi anni. Cosa hai imparato su te stessa?

Ho imparato tanto. Io sono sempre stata una persona introspettiva. Mi affascina la psicologia. Mi piace indagare nella mente delle persone, nell'animo umano e lavorare su me stessa. Sono cambiata e maturata tantissimo, quasi non mi riconosco. Mi sono allontanata dalla tv per stare insieme ai miei figli. È un’epoca difficile per crescerli. Dovevo occuparmi di loro perché il padre era sempre fuori. I musicisti, più degli attori, stanno sempre in giro. Quindi ho detto: "Che faccio? Questi ragazzi li perdo se non gli sto vicino". Santiago qualche giorno fa mi ha detto: "Mamma, menomale che ci sei stata, vedo i miei amici che non hanno punti di riferimento e prendono strade pericolose". Non mi sono sentita di delegare la loro educazione. Quando i miei figli mi hanno dato più sicurezza, sono tornata.

Molti ti identificano ancora con Claudia Mares, vicequestore della serie Squadra Antimafia.

C’erano ragazzi che dopo aver visto Claudia Mares in tv hanno voluto entrare in polizia e dopo dieci anni ancora mi scrivono. Quando il mio personaggio è morto, c'è chi ha pianto tutta la notte.

Sarebbe bello rivedere te e Giulia Michelini insieme in un film o in una serie. 

Ricordo che dopo la prima serie, Giulia doveva andare via, doveva essere sostituita da un’altra attrice perché si consumava la sua storia. Ho fatto di tutto perché restasse, mi trovavo benissimo con lei. Penso che sia una grandissima attrice. Chi lo sa se torneremo a lavorare insieme. Anche perché siamo anche abbastanza simili come colori per fare magari le sorelle. Io, lei e Claudio Gioè avevamo un feeling particolare e ci stimavamo. È stato bello lavorare insieme.

Tu e Giulia Michelini siete ancora in contatto?

Non tantissimo, Giulia spesso è irraggiungibile, è una farfallina. Però quando ci troviamo, c’è sempre grande affetto. Per i primi tempi ci siamo continuate a frequentare, poi è come se la vita ci avesse portato una da una parte e una dall’altra.

Claudio Gioè, Simona Cavallari e Giulia Michelini nella fiction Squadra Antimafia
Claudio Gioè, Simona Cavallari e Giulia Michelini nella fiction Squadra Antimafia

Dopo Storia di una famiglia perbene ti rivedremo nella serie di Canale5 Viola come il mare. Cosa puoi dirmi a riguardo?

Abbiamo già iniziato le riprese, abbiamo girato i primi sei episodi e da gennaio faremo gli altri sei. Andranno in onda due episodi alla volta, quindi sei puntate in tutto. Viola, una giornalista, arriva a Palermo in cerca del padre e si trova a lavorare nel mio giornale. Io faccio la caporedattrice, una persona scorbutica, che ce l’ha con Viola perché pensa che sia raccomandata mentre lei ha dovuto sudare sette camicie. Spero che nella seconda parte della serie, ci sia un’evoluzione nel mio personaggio e io sia un po’ meno antipatica. Faccio fatica ad amarla. Il regista mi dice: "Devi essere più antipatica, più cattiva, sei troppo dolce" (ride, ndr).

Ci sono altri progetti all'orizzonte?

Ci sono un paio di film per il cinema, che mi piacerebbe molto fare. C’è una storia molto bella su una donna che si ammala ma che attraverso la malattia cambia vita e fa tutto ciò che voleva fare da sempre. Così, la malattia passa in secondo piano. Spero in primavera che queste realtà si realizzino.

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