La Danimarca nell'immaginario comune è uno dei paesi europei in cui di diritti delle donne sono tutelati ad ampio spettro, in cui la cosiddetta e agognata parità dei sessi ha raggiunto dei livelli invidiabili dal resto d'Europa, con una grande rappresentanza di donne in ruoli apicali, con incentivi per coloro che desiderano essere madri oltre che donne in carriera, ma non è tutto oro quel che luccica. Ad opacizzare questa visione favolistica del Paese, è stata Sofie Linde, una delle presentatrici più note della tv danese, volto di X Factor che conduce dal 2018 e che, il 6 settembre, nel corso di una premiazione in diretta ha confessato di essere stata più volte vittima di molestie sessuali nel corso della sua carriera.

La confessione di Sofie Linde

Una rivelazione così forte e soprattutto così inaspettata, in diretta televisiva, non poteva che sconvolgere l'opinione pubblica danese che ha reagito, infatti, in modi diametralemente opposti. Sofie Linde ha dichiarato: "Non si può dire che le donne e gli uomini sono uguali in Danimarca semplicemente perché non è vero" e ha raccontato di quando, solamente 18enne, un noto produttore televisivo le avesse chiesto del sesso orale minacciandola di rovinare la carriera. A queste parole sono seguite, il giorno dopo, le invettive di chi affermava che la presentatrice fosse solo in cerca di visibilità e quanto raccontato non avesse nulla a che vedere con la realtà.

Un #MeToo a scoppio ritardato

Gli attacchi, però, sono stati smentiti da una lunga lettera pubblicata sul quotidiano Politiken, firmata da più di 1600 donne, nella quale si parlava per l'appunto di molestie sessuali a danno di queste ultime, nel testo come riportato anche dal Corriere della Sera si legge: "Tutte noi abbiamo subito, nel corso della nostra carriera, commenti inappropriati sul nostro modo di vestire, messaggi allusivi, contatti fisici al di là del consentito. Non sono pochi gli uomini da evitare alle feste di Natale. È successo in passato, succede ancora". La missiva ha fatto da apripista a tutte quelle donne che, poi, hanno iniziato a denunciare gli abusi subiti negli anni e sempre taciuti: da giornaliste a professoresse universitarie, da dottoresse a donne che si espongono nella politica. Questa iniziativa, che potrebbe rievocare a grandi linee il #MeToo di tre anni fa, è stata supportata dalla premier Mette Frederiksen, che su Facebook non ha esitato ad unirsi alla voce di queste donne, scrivendo: "Vi sostengo. Dobbiamo fare qualcosa per cambiare questa situazione e dobbiamo farlo ora".