La crisi globale che stiamo attraversando a causa dell'emergenza sanitaria si declina in modo diverso nei vari settori. In quello televisivo si manifesta con una forte contrazione degli introiti pubblicitari, che impatta fortemente sulle entrate di molte emittenti. A vivere un momento di particolare difficoltà è Sky, che nelle ultime settimane, soprattutto in relazione allo stop di tutti gli eventi sportivi, ha registrato un calo importante degli ascolti in relazione al settore più prolifico per l'emittente recentemente acquisita dal gruppo Comcast.

Ed è una crisi che ha portato ad effetti piuttosto immediati in termini di riduzione di spesa, con la decisione di chiudere alcuni canali del bouquet proposto agli abbonati, una misura temporanea che dovrebbe permettere di ridimensionare l'impatto della crisi stessa, in attesa di una ripresa in cui non è solo Sky a sperare, ma tutto il settore, che dovrebbe corrispondere con la riapertura del 4 maggio.

I canali che spariscono da Sky

Con l'inizio di maggio Sky ha deciso di eliminare otto canali di editori terzi, dopo che nella seconda metà del 2019 aveva adottato la stessa decisione per altri sette. Tra questi il canale sportivo Bike Channel, da tempo in crisi, ma anche Mtv Hits ed Mtv Rocks di Viacom Italia, i cui contenuti verranno però veicolati sugli altri canali dello stesso gruppo Mtv, Comedy Central e Nickelodeon. Chiude inoltre il canale rivolto ai più giovani TeenNick. 

Stop anche ai canali Disney

Decisioni, queste ultime, che vanno di pari passo all'annuncio di Sky della chiusura di tutti i canali del mondo Disney. Da inizio maggio Disney ChannelDisney Channel +1Disney Jr e Disney Jr +1 sono infatti disponibili solo sulla neonata piattaforma Disney+, ma la loro sparizione dal bouquet Sky rappresenta ugualmente un momento storico per l'emittente, che sin dal 2003, anno di nascita in Italia, li comprendeva nella propria offerta.

Sky in Italia dal 2003

Se la pulizia di canali gioverà a Sky è difficile dirlo, molto dipenderà dal generale andamento del mercato pubblicitario. Di certo l'emittente satellitare, in Italia dal 2003 e da qualche anno lanciatasi nel tentativo di invadere anche il mondo in chiaro, sta vivendo il momento più complesso da quando è approdata nel nostro paese, contribuendo nel giro di quasi vent'anni a rivoluzionare il linguaggio televisivo sportivo, della serialità televisiva e, negli ultimi anni, anche dell'intrattenimento.