Sinisa Mihajlovic e sua moglie Arianna sono stati protagonisti della puntata di Ballando con le Stelle dell'11 marzo. I due hanno partecipato al programma come ballerini per una notte. L'ex calciatore e allenatore del Bologna viene certamente dall'anno più difficile della sua vita, dopo che nel 2019 gli era stata diagnosticata la leucemia.

Il commento di Mihajlovic sulla sua performance

Mihajlovic, pur partecipando solo parzialmente all'esibizione, che ha visto protagonista principalmente la moglie Arianna, ha commentato ironicamente la prestazione: "L'unica cosa che non dovevo fare in vita mia l'ho fatta. Sono contento perché sono stato sicuramente il peggiore di tutti. Ho visto Costantino della Gherardesca ed è sicuramente meglio". Poi ha aggiunto: "Si trattava comunque di una cosa non scontata per me, perché uscivo dal mio habitat naturale, la cosa mi metteva un po' di ansia". 

Il ritrovo con Zazzaroni dopo il litigio nel 2019

In giuria anche Ivan Zazzaroni: "Se un anno fa mi avessi detto che saresti venuto qui a ballare, non ci avrei creduto. Sembra quasi una sublimazione del percorso di Sinisa". Tra il calciatore e il giornalista, che vantano un rapporto d'amicizia lungo vent'anni, c'era stato un pesante screzio nelle ore che anticiparono l'annuncio pubblico di Sinisa Mihajlovic sulla sua malattia. Il direttore del Corriere dello Sport aveva infatti anticipato la notizia, impedendo all'allenatore di poter essere il primo a dire in pubblico quello che stava succedendo.

"Ho chiesto questa conferenza perché volevo darvi io la notizia e per questo volevo riservatezza. Qualcuno ha rovinato un'amicizia che durava da vent’anni. Lo ha fatto per vendere duecento copie in più", aveva detto l'allenatore in apertura di conferenza, riferendosi evidentemente a Zazzaroni, che successivamente si era scusato per quanto successo:

Sì ho fatto il giornalista e non l’amico che avrebbe dovuto attendere un’altra mezza giornata per lasciare che fosse lo stesso Sinisa a raccontare. Dopo aver ascoltato le sue parole e aver visto il suo volto, riconosciuto il coraggio di sempre, ho capito che mi sarei dovuto scusare pubblicamente con lui: avrei dovuto fare l’amico, “Sini”, come nei vent’anni precedenti, non col giornalista che peraltro ha raccomandato ai suoi di non scrivere una riga sull’entità della malattia. L’ultima verità. Quella parola che fa paura. Dovevo fare una scelta, di fronte al tuo pianto, al tuo dolore, so di aver fatto quella sbagliata. Non pensavo ieri e non penso oggi di aver arrecato un danno a Sinisa: ho solo sfogato il dolore per una notizia che non avrei mai voluto ricevere aggiungendo un affettuoso incoraggiamento.