Simona Ventura si è raccontata a La confessione, lo show-intervista condotto da Peter Gomez sul Nove. La puntata del 20 dicembre ha visto la conduttrice protagonista assoluta, in un colloquio che però non si è concentrato tanto sulla sua attuale carriera, quanto su particolari episodi del passato, in primis il rapporto con Lele Mora e Fabrizio Corona. SuperSimo ha raccontato anche la delusione ricevuta da Raffaella Carrà al loro primo incontro.

Su Lele Mora e Fabrizio Corona

All'agenzia di Lele Mora, la Ventura deve il lancio della sua carriera. Il loro fu un legame professionale e d'amicizia molto forte, poi interrotto: "Lele Mora è stato una persona a me molto vicina, è durato più il sodalizio con lui che il mio matrimonio. Eravamo un'incredibile Spa. Lui era un po' il cardinale Richelieu della politica italiana, da lui c'era odore di casa. Quando è cominciato un certo tipo di successo che non si basava più sul talento ma su personaggi come Costantino e Daniele, c'è stato un vortice che l'ha sopraffatto. Le nostre strade si sono separate perché quell'agenzia non aveva più la stessa mission che avevo io. Ho detto a Lele: o scegli me o altre persone. Lui ha scelto altre persone". Inevitabile, a quel punto, il riferimento a Fabrizio Corona. A causa di quest'ultimo, la Ventura si ritrovò invischiata in una situazione delicatissima, addirittura chiamata a testimoniare nell'inchiesta Vallottopoli. Nel suo caso specifico, Corona venne rinviato a giudizio (e poi assolto) per diffamazione nei confronti della conduttrice in merito a una lettera aperta che raccontava particolari non pubblici sui rapporto con Lele Mora, che i legali di Simona definirono intimidatoria.

Quello che stava facendo Corona era stalking. Ricordo una volta in Sardegna, una domenica vado a messa con mio marito, c'erano pure Formigoni e Nina Moric. Esco e vedo i paparazzi. Mai visti i paparazzi in chiesa, siam finiti sui giornali e da lì è iniziata una cosa strana. Vedevo i paparazzi dovunque andassi. Ho cominciato a non fidarmi più di Lele, così quando mi chiedeva dov'ero gli mentivo. Fino a un certo punto Fabrizio nell'agenzia di Lele era perfetto, faceva servizi con posati. Ma i soldi erano talmente tanti… Ha tentato di beccarmi tante volte ma non ci è mai riuscito. E lui è stato diabolico ma non intelligente, se lo fosse stato, noi eravamo morti. La sua foga l'ha fatto sbagliare. Essere convocati da Woodcock è stato terribile, non ero abituata a queste cose. Mi chiamarono al Servizio centrale operativo di Roma, avevo il cuore in gola. Mi fecero registrare un colloquio con Corona. Avevo una paura pazzesca, facevo la bonifica in casa. Se merita quello che sta subendo ora? Mi sembra tanto, ma lui non riesce a frenare, non capisce qual è il limite che non deve attraversare. Lui, con il fatto di sentirsi invincibile, si è schiantato all'ultimo miglio.

Il messaggio per Fabrizio Corona

Nonostante i trascorsi, Simona Ventura sembra aver perdonato Corona e oggi non prova alcun rancore, tanto da rivolgergli un messaggio: "Caro Fabrizio, abbiamo litigato tanto. Ti ho imputato tante cose, e tu a me. Mi hai fatto testimoniare a un processo. Ma credimi che in questo momento mi dispiace per quello che sta accadendo. Non provo vendetta, non provo rancore. Sono umanamente vicina a te, a tuo figlio, alla tua famiglia. Eri un ragazzo meraviglioso e intelligente, ci sono cose belle che hai fatto. Ricomincia da quelle per ricostruire il Fabrizio Corona che ho conosciuto fino a un certo punto. Ti auguro ogni bene".

La delusione da Raffaella Carrà

La Ventura ha anche ricordato come da bambina il suo idolo fosse Raffaella Carrà: "Ballavo come lei, come tutte le ragazzine". Poi, però, il loro incontro dal vivo fu deludente: "Raffaella mi aveva tanto cercata per Carramba. Era un sogno che diventava realtà. Mediaset mi aveva dato la liberatoria. Ero emozionata. Mi sentivo lusingata. Mi aspettavo un’accoglienza diversa, un altro tipo di carattere. Ma non tutti siamo uguali, alla fine va bene così. Lei è un'icona, rimane la mia preferita. Con la nuova trasmissione su Rai3, ho visto che ha saputo reinventarsi".

La lite tra Simona Ventura e Maurizio Gasparri

Tra gli argomenti trattati, Peter Gomez ha ricordato infine la storica litigata del 2001 tra la Ventura e Maurizio Gasparri che, allora ministro delle Comunicazioni, intervenne telefonicamente a Quelli che il calcio accusando gli intermezzi satirici del programma.

Gasparri ci chiamò dicendo che facevamo un uso privatistico del mezzo pubblico e che avrebbero fatto sparire tutti i raccomandati, i figli di, gli amanti di. Di fronte a me c'era un ragazzo che curava i miei primi piani e che aveva appena avuto un contratto indeterminato dalla Rai, l'ho visto umiliato. Allora non ce l'ho fatta a trattenermi, gli ho risposto e lo studio è esploso. Ho fatto notare a Gasparri che chi era sopra di lui, Berlusconi, non aveva mai detto nulla contro la satira. Berlusconi è sempre stato oggetto di satira, ma aveva capito che era un mezzo per avere popolarità. So che poi ha fatto un bel mazzo a Gasparri. Alla finw ho fatto pace con lui. Io gli devo la vita perché da lì la trasmissione ha preso il volo, in compenso lui a ogni programma in cui andava veniva deriso, gli dicevano: "Ti sei fatto prendere in giro dalla Ventura". I giornali come Corriere e Repubblica che ce l'avevano con me da qual momento mi osannarono. Ma io non volevo essere una paladina, né del berlusconismo né dell'antiberlusconismo.