In occasione del nuovo film "Le leggi del desiderio", Silvio Muccino ha rilasciato una lunga intervista durante la trasmissione La7 "Le Invasioni Barbariche". L'attore ha raccontato della sua adolescenza trascorsa tra un set e l'altro, del difficile rapporto con il fratello Gabriele – i due non si rivolgono la parola da sette anni – e dei suoi progetti futuri, tra questi la nuova pellicola in cui recita insieme a Nicole Grimaudo, con la quale è stato impegnato in diverse scene d'amore.

Muccino: "A sedici anni mi ero montato la testa" – Sotto i riflettori sin da adolescente, Silvio Muccino ha ripercorso la sua carriera cinematografica: "Mi ero un po' montato la testa e tendevo ad essere il personaggio che interpretavo. Ci aderivo come fosse una maschera".

Sul difficile rapporto con il fratello Gabriele – Da diverso tempo ormai tra i due non corre buon sangue e Muccino jr ha sottolineato il suo dolore per l'accusa del regista di "La ricerca della felicità" di essere "plagiato" dalla sceneggiatrice Carla Vangelista:

Anni fa ho fatto una scelta che sentivo necessaria, evitando di parlarne per pudore e perché credo che ci siano delle cose che devono restare in famiglia. Ho voluto costruirmi qualcosa fuori dalla mia famiglia. Ho contestato aspramente la mia famiglia, ma l'ho anche amata. Non è normale che non ci sentiamo, ma abbiamo discusso per motivi gravi. Per questo rimango basito davanti alle dichiarazioni di Gabriele che mi violentano ogni volta. Anche perché mi ritrovo sempre davanti a questa domanda: "Come va con tuo fratello?". Per motivi che non riesco a condividere, Gabriele ha reso questo dolore uno spettacolo pubblico, una specie di reality show. Ho passato sette anni di silenzio dove Gabriele ha parlato tanto, tantissimo. Dice che Carla Vangelista mi ha plagiato, ed è un'affermazione pesante.

"Se vuole chiedermi scusa lo può fare personalmente, non in tv" – Il giovane regista e attore ha anche negato di essere "depresso e pazzo", aggettivi che aveva utilizzato suo fratello per descriverlo:

"Depresso e pazzo", Gabriele ha detto questo di me, ma io non sono né pazzo né depresso, non fa parte della mia natura. Non rivelerò i motivi per cui ho discusso con la mia famiglia, sono personali. Si è scusato con me in televisione, certo, ma se vuole chiedermi scusa, lo può fare personalmente. Non lo sento da sette anni e io non sono irreperibile né scomparso. Il mio numero ce l'ha sia lui che sua moglie. Dire "plagio" è un'accusa molto infamante. La protezione e l'amore non si possono misurare in termini di violenza. Carla Vangelista adesso è costretta a vedere il suo nome accostato ad un'accusa di plagio, senza motivo.

"Non parlo con mio fratello da 7 anni e sono stati anni meravigliosi" – Silvio Muccino ha deciso di parlare della sua vicenda familiare sia perché sembra sia stato spronato dal suo astrologo personale, in quel momento in studio, sia perché è intenzionato a chiudere una volta per tutte il capitolo "Gabriele":

Da domani vorrei che non se ne parlasse più, ma non ho intenzione di parlare con mio fratello. Vorrei un po' di rispetto perché il dolore urlato non è più forte del dolore silenzioso. Per me sono stati sette anni meravigliosi in cui, nel mio silenzio, sono riuscito a trovarmi. E forse se ho fatto un film così solare è stato proprio grazie a questo.