29 Ottobre 2016
17:15

Silvia Provvedi: “Difendo Fabrizio Corona perché non è un delinquente”

La compagna di Fabrizio Corona in lacrime, racconta a Silvia Toffanin i momenti più drammatici di queste prime settimane dopo l’arresto dell’ex re dei paparazzi.
A cura di A. P.

Il 10 ottobre Fabrizio Corona è tornato in carcere e la detenzione questa volta potrebbe rivelarsi lunghissima. Il dibattito pubblico dopo l'ennesima "caduta" ha raggiunto proporzioni inimmaginabili e a difenderlo, pubblicamente, ci ha pensato la sua compagna Silvia Provvedi, ospite di Verissimo in una lunga intervista con Silvia Toffanin: "Sono stati giorni difficili quelli che stanno passando, ma mi sto riprendendo. So con chi sto, mi aspettavo che quanto è accaduto potesse succedere e lui sapeva che, qualunque cosa fosse accaduta, io sarei stata al suo fianco". Silvia Provvedi non nega assolutamente le colpe del suo compagno, ma prova a ridimensionarne il peso specifico, certamente ingigantito dal clamore mediatico:

Io difendo Fabrizio dicendo che è sicuramente una persona che ha sbagliato in passato come adesso. Era una persona che si stava riabilitando e rialzando, sicuramente ha avuto tante ricadute. E' una persona che sicuramenteha sbagliato ma io vorrei veder buttare via la chiave per stupratori e pedofili, non evasori.

La Provvedi crede alle promesse del suo compagno, alle speranze di una vita normale, di un matrimonio e dell'innocenza di fondo di una persona che doveva riabilitarsi e ci stava provando: “Se pensassi a Fabrizio come a un delinquente non sarei qui a difenderlo, non sono pazza”Critica il clamore mediatico, le esagerazioni:

Quello di Fabrizio è un reato fiscale. Confiscategli quello che si deve confiscare, io non sono qui a dire che è giusto quello che ha fatto. Io pago le tasse. Ma da lì a parlare di mafia bisogna stare attenti, anche perché io con un mafioso non ci sto, con uno che ricicla il denaro sporco non ci sto e non verrei qui a difenderlo.

Per lei la salvezza di questo uomo non passa attraverso la galera, dove va a trovarlo in qualità di convivente, ma attraverso un percorso che va fatto fuori: "Bisogna tirarlo fuori dalla galera e aiutarlo in una struttura riabilitativa. Va aiutato e seguito. Da una parte la pena dei due anni in carcere è stata troppo dura, ma dall’altra, paradossalmente, quando è uscito gli sono stati concessi troppi privilegi che lui non ha gestito. Fabrizio è come una persona obesa portata in un negozio di caramelle. Non è in grado di scegliere quante poterne mangiare".

Il sogno di un matrimonio

Silvia Provvedi aveva anche sperato nella concretizzazione del suo rapporto con Corona, l'evoluzione in un matrimonio in cui ha sperato. In lacrime, confessa alla Toffanin: "Paradossalmente, in quel periodo me lo aspettavo più io che lui". E quelle nozze:

Di matrimonio, ogni tanto, ne abbiamo parlato anche prima che lui andasse in carcere, ma in realtà io non sono una persona che sogna il matrimonio e poi sono ancora molto giovane per questo. Quando sarà a posto, ne riparleremo. Adesso il matrimonio non è il mio primo pensiero.

Ma lei lo aspetterò e, tra le lacrime, lo rassicura: "Lui è preoccupato per questo. Io ci sarò nel bene o nel male. Come fidanzata ci sarò senz’altro. Una mano sul fuoco con me ce la potrà sempre mettere. Mi spiace che non ce l’abbia messa prima di tutto questo gran casino perché io, se avessi saputo tante cose, forse avrei potuto aiutarlo. Ti mando un grande bacio. Scusa se ho pianto. Tieni duro. Io, ma non solo io, ti stiamo aspettando”.

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