9 Luglio 2016
21:00

Sgarbi contro Andre Diprè: “Incita all’uso della cocaina, Facebook agisca”

Il critico d’arte attacca Andrea Diprè: “Facebook ha il dovere di non farsi complice di chi non é in sé, con nefaste conseguenze”.
A cura di Andrea Parrella

Vittorio Sgarbi si scaglia contro Andrea Diprè, il critico d'arte che da anni ha trovato grande spazio sul web e i social network, con le discutibili provocazioni, i personaggi bizzarri presentati al pubblico e resi celebri, oltre a discutibili operazioni virali come il rapporto con Sara Tommasi. Ma siccome Diprè si annuncia come critico d'arte, Sgarbi ha utilizzato la sua pagina Facebook per dire la sua sul valore, a suo modo di vedere, del personaggio. E le sue parole non hanno bisogno di grandi interpretazioni:

Su Andrea Diprè

Non so figlio di chi, ma certamente frutto di un parto anale, il sedicente critico d’arte Dipré infesta da anni televisioni locali e internet cercando di mettersi in evidenza senza risultati, in virtù della sua inesistenza.

Ma a leggere attentamente il suo delirante programma, ci si chiede come Facebook, così rigorosa rispetto a soggetti “morbosi”, fino al punto di cancellare l’immagine “l’origine del mondo” di Gustave Courbet, possa sopportare l’incitazione all’uso della cocaina e altre droghe e perfino della pedofilia e dei rapporti sessuali onanistici di giovinetti e ragazzini, senza intervenire per interrompere la vacua e disgustosa propaganda.

Facebook ha il dovere di non farsi complice di chi non é in sé, con nefaste conseguenze.

Con nessun mezzo lecito di comunicazione si puo' incitare e favorire l'uso della cocaina.

Facebook agisca con rigore.

Sgarbi e l'operazione Monna Lisa: era solo uno spot

Nel frattempo, nell'ultima settimana, Sgarbi è stato protagonista di un'eccellente operazione comunicativa. Il critico d'arte infatti, tramite alcuni filmati pubblicati su Facebook, ha manifestato l'intenzione di proporre al Louvre uno scambio per portare in Italia la Gioconda. Dopo giorni di interviste e curiosità, è emerso che si trattasse solo di una campagna pubblicitaria per Citroen.

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