28 Luglio 2015
13:19

Scandalo a Quinta colonna, parla un migrante: “Mi hanno pagato per un finto collegamento”

Sul programma di Paolo De Debbio arrivano nuove accuse di servizi falsati. Parla Aziz Essalmi, intervenuto nella puntata del 18 maggio come militante anti-xenofobia e poi smascherato come pregiudicato: “La mia partecipazione era programmata. Mi hanno chiamato proprio perché ho precedenti penali e mi hanno pagato 200 euro”. La redazione si difende: “Siamo professionisti seri, non sapevamo chi fosse”.
A cura di Valeria Morini

Ne parlò per primo il "Corriere del Veneto" alcuni giorni fa e oggi la notizia è stata ripresa sulle colonne del Fatto Quotidiano: un ospite di "Quinta Colonna" sarebbe stato pagato per presenziare alla trasmissione di Paolo De Debbio, nella puntata in onda lo scorso 18 maggio. Si tratta di Aziz Essalmi, migrante marocchino 27enne, che sostiene di aver ricevuto 200 euro dal programma televisivo per apparire in un collegamento dalla città di Padova. Un'accusa pesante che va a sommarsi ad altri episodi simili che negli ultimi mesi hanno coinvolto il talk show di Rete 4.

Vediamo di ricostruire la vicenda. L'episodio in questione di "Quinta colonna" è dedicato al tema dell'immigrazione. L'inviata di Del Debbio, Nausicaa Della Valle, è nella città veneta per seguire alcune manifestazioni pro e contro i profughi. Tra gli intervistati, Essalmi si presenta come un militante contro la xenofobia e critica pesantemente l'amministrazione del sindaco padovano Massimo Bitonci, giungendo peraltro a un acceso scontro con alcuni cittadini. Finché non arriva il colpo di scena: dallo studio, Roberto Marcato (ai tempi presidente del consiglio comunale) lo riconosce come un noto pregiudicato su segnalazione di uno spettatore e lo interroga sui suoi precedenti penali. Essalmi nega ma arriva la conferma da parte di un altro presente, che mostra via smartphone la notizia secondo cui Essalmi è stato arrestato quattro volte.

Mesi dopo, arriva la verità di Aziz: la sua presenza nel programma sarebbe stata interamente studiata ad arte dai giornalisti del programma, in un gesto che sembrerebbe voler screditare la comunità migrante e anti-leghista. Ecco quanto dichiarato al Corriere del Veneto:

La mia partecipazione era programmata. Abbiamo parlato un’ora prima e mi hanno chiesto di partecipare all’intervista, io ho accettato e ci siamo messi d’accordo per farla. Sapevo che mi avrebbero riconosciuto come ladro, perché ci siamo messi d’accordo su questo. So io perché ho accettato, ma non posso dire se ho ricevuto soldi.

La lite con il consigliere leghista: "Una finta"

Sulla questione del denaro, Essalmi è più preciso nell'intervista appena rilasciata al Fatto Quotidiano, in cui asserisce di aver ricevuto 200 euro.

Mi hanno chiamato, mentre ero in stazione. C’era un leghista padovano e un giornalista. Mi hanno spiegato quello che dovevo dire: Marcato mi avrebbe chiesto della fedina penale e mi hanno detto di dire che ‘non c’è niente’. Anche sulle contestazioni a Bitonci ci siamo messi d’accordo, io non sapevo nemmeno chi fosse. Sapevano anche dei miei precedenti penali, mi hanno chiamato perché mi conoscevano già.

Riguardo a un "balletto" irriverente messo in scena dall'uomo sempre durante la trasmissione, Essalmi conclude come fosse anch'esso preparato:

Mi avevano detto che sarebbero bastati cinque minuti: io avevo bisogno di soldi e ho accettato.

Ecco la risposta di "Quinta colonna" da parte del caporedattore Raffaella Regoli, riportata dal Corriere del Veneto.

Siamo dei professionisti seri, non sapevamo nemmeno chi fosse l’uomo che è intervenuto in trasmissione, il nostro è un servizio libero, possono intervenire tutti.  Così è successo in quella puntata della trasmissione e così succede sempre. Stiamo parlando della parola di un pregiudicato che getta ombre sul lavoro di professionisti.

Il precedente: il servizio di Fulvio Benelli con il "finto rom"

Non è la prima volta, però, che vengono sollevati dubbi sulla veridicità dei servizi del programma  A maggio, "Striscia la Notizia" divulgò una presunta irregolarità da parte dell'inviato Fulvio Benelli (poi licenziato). In due puntate di "Quinta colonna" e "Dalla vostra parte", il giornalista avrebbe intervistato un uomo che si sarebbe spacciato per un truffatore di etnia rom e per un estremista islamico. In quel caso, Videoshow (la testata giornalistica che cura entrambe le trasmissioni) scaricò la colpa su Benelli, che invece accusò la redazione di aver falsato volutamente il servizio. Non è ancora stata provata alcuna scorrettezza da parte degli show Mediaset, ma le accuse gettano sicuramennte diverse ombre sulla autorevolezza di Del Debbio e dei suoi assistenti.

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