Monologo di Zlatan Ibrahomovic sul palco di Sanremo 2021. Il campione voluto da Amadeus perché salisse sul palco per tutte e cinque le serate del Festival (arrivi rocamboleschi compresi) ha congedato il pubblico del Festival con un riassunto della sua vita, dei suoi successi e dei fallimenti che hanno costellato il suo percorso. Lo ha fatto in una chiave ironica, continuando a parlare di sé in terza persona, una cifra stilistica che lo ha accompagnato durante tutta la partecipazione a Sanremo in una specie di scherzo a due con il conduttore Amadeus e uno con sé stesso e il suo personaggio.

Il monologo di Zlatan Ibrahimovic a Sanremo2021

Tutti conoscevano già Zlatan prima di questo Festival”, ha esordito il campione, continuando a parlare di sé in terza persona,  “Perché Zlatan è venuto qui? È venuto perché gli piacciono le sfide, gli piace l’adrenalina, gli piace crescere. Se non sfidi te stesso non puoi crescere. Quando sfidi te stesso è come scendere in campo e quando scendi in campo puoi vincere o puoi perdere”. Poi ha proseguito:

Io ho giocato 945 partite, ne ho vinte tante ma non tutte. Ho vinto 11 scudetti ma ne ho anche perso qualcuno. Ho vinto tantissime coppe ma ne ho anche persa qualcuna. Sono Zlatan anche senza avere vinto tutte le partite. Sono Zlatan quando vinco e quando perdo. Ho fatto più di 50 goal ma ne ho anche sbagliato qualcuno. Pochi. Qualche rigore è andato male ma il fallimento non è il contrario del successo, è una parte del successo. Fare niente è il più grande sbaglio che puoi fare. Ti dico una cosa: se sbaglia Zlatan, puoi sbagliare anche tu. La cosa importante è fare ogni giorno la differenza. Impegni, dedizione, costanza, concentrazione. Ho organizzato questo festival per dirvi che ognuno di voi, nel suo piccolo, – ho detto nel suo piccolo – può essere Zlatan. Voi tutti siete Zlatan e io sono tutti voi. Questo non è il mio festival, non è il festival di Amadeus, ma è il vostro Festival. Questo è il festival dell’Italia intera. Grazie Italia, la mia seconda casa.