In queste ore si parla con una certa insistenza del nome di Rula Jebreal, giornalista e scrittrice palestinese candidata ad essere una delle dieci donne che saliranno sul palco dell'Ariston al fianco di Amadeus. Solo un'ipotesi, che ha scaturito non poche polemiche di stampo politico, con contestazioni a prescindere pervenute dall'ala destra del parlamento. Jebrael, infatti, stando alla percezione comune di queste ore, evocherebbe una difesa di valori in netta controtendenza a quelli difesi da una parte consistente dell'opinione pubblica. Per questo, secondo alcuni, non sarebbe idonea a calcare le scene di Sanremo.

Dalla giornalista non è arrivato alcun commento all'indiscrezione, ma questi attacchi non sono una novità per Rula Jebreal, che pochi giorni prima delle elezioni che hanno portato alla nascita del governo gialloverde in Italia, firmava un articolo sul Guardian in cui descriveva il clima razzista respirato in Italia: "Ancora oggi – scriveva Jebrael l'8 febbraio 2018 – nonostante abbia vissuto in Italia a fasi alterne per 24 anni, quando vado in in televisione per discutere di problemi legati all'immigrazione e diritti delle minoranze, ricevo più minacce di morte e di stupro di quante ne riceva quando sono ospite della CNN per denunciare il razzismo di Trump".

L'attacco a Silvio Berlusconi

L'articolo di Rula Jebreal prosegue nel tracciare una situazione politica, italiana e su scala globale, che lei non fatica a definire surrettiziamente fascista: "Il fascismo è vivo anche in Italia e sta crescendo con forza". Parole che spiegano, in qualche modo, la reazione veicolata da una certa area politica che, evidentemente, respinge questo stato di cose. Jebrael, che è diventata un volto televisivo di spicco in Italia nella stagione del tardo berlusconismo, soprattutto grazie alla presenza massiccia nei talk show politici di Michele Santoro, va alle radici del problema, che a suo parere portano il nome dell'ex premier:

Berlusconi, magnate della Tv italiana che ha definito l'Islam "una religione inferiore", usa le sue reti per promuovere paura e odio verso lo straniere. Il canale Rete4, con il talk show Quinta Colonna, si concentra molto sui crimini commessi da immigrati in Italia. Quando ho parlato a Piazza Pulita, su La7, dicendomi a favore di una legge sullo Ius Soli, come accade nelle democrazie occidentali, il quotidiano riferito a Berlusconi Il Giornale ha pubblicato una mia foto in prima pagina definendomi "talebana". La cosa sarebbe ridicola se non fosse così pericolosa. L'Italia ha mandato le sue truppe in Afghanistan e definire talebano qualcuno, significa bollarlo come un nemico al quale rapportarsi violentemente.

Rileggere quanto scritto dalla giornalista alla luce di quello che è accaduto nelle scorse ore dopo le indiscrezioni sulla sua presenza a Sanremo aiuta a rendere più chiaro il clima che si respira in questo paese, dove la semplificazione, anzi la banalizzazione dei concetti, regna sovrana e trova la sua massima espressione nel marchiare i singoli, le persone, collocate in uno spazio di opinione a prescindere per ciò che rappresentano, più che per la modalità e gli argomenti con i quali intendono motivare ciò che pensano.

Amadeus: Se Rula Jebrael sarà a Sanremo non farà politica

Intanto Amadeus ha parlato di lei nell‘intervista rilasciata da Amadeus a Repubblica, con cui il conduttore di Sanremo 2020 ufficializza il cast di cantanti e la presenza di Diletta Leotta al Festival come conduttrice. Sul tema Rula Jebrael il conduttore ha detto: "L’ho incontrata e le ho chiesto di esserci. Non sarà un intervento politico, chi viene a Sanremo non farà politica. Non mi interessa, io ho le mie idee ma le tengo per me"