Ospite di Eleonora Daniele a Storie Italiane, Rosalinda Celentano ha confermato di essere uscita da un periodo difficile, un lungo momento buio segnato dalla depressione. Generalmente schiva, la figlia del grande Adriano Celentano ha raccontato di esserne più o meno uscita, senza mai abbandonare la sua natura nostalgica. Il fatto di dover guardare dentro se stessa per trovare la stabilità l’avrebbe aiutata a maturare profonde riflessioni sull’amore e sulla vita:

Ho affrontato la depressione ma dopo 51 anni ne sono uscita, possiamo dire così. La natura non cambia: migliora o si aggrava. A me piacerebbe vivere di musica, poesia, arte.. quando vedo i ragazzi con i cellulari è una cosa che mi spaventa. Mi è stata vicina in questo periodo l’attrice Euridice Axen, e bisogna sempre ringraziare chi ti abbraccia sinceramente.

Rosalinda Celentano libera dal pregiudizio

Negli anni, Rosalinda ha imparato ad aggrapparsi ai punti fermi della sua vita, quelli che non mutano nonostante lo scorrere del tempo: “L’equilibrio lo trovo nelle persone che hanno un’anima che è libera e piena di tutte queste cose che stiamo dicendo, di un’anima che non ha paura di abbracciarsi, non si vergogna, non ha pregiudizi, non ha timore del giudizio”. Tra le cose importanti c’è soprattutto la musica:

La musica è come l’amore, non ha bisogno di altre sovrastrutture, ma semmai sono le altre cose che hanno bisogno della musica e dell’amore. La musica è sempre la mia prima grande passione, anche se io dopo Sanremo ho intrapreso altre strade come il cinema e il teatro.

Ha recitato ne La passione di Cristo

Figlia di uno dei più grandi nomi della musica italiana e della moglie Claudia Mori, Rosalinda è stata scelta per recitare nel film La passione di Cristo di Mel Gibson. Un’esperienza arrivata quasi per caso: “Io non dovevo fare quella parte, poi mi hanno convinto ed hanno pensato bene”. Nel suo futuro, però, resta l’arte in generale:

C’è sempre il desiderio di imparare, di fare le cose… ho ripreso a disegnare e a scrivere delle cose molto forti, sono denunce sotto il profilo sociale. Tutte le cose che penso le disegno e le scrivo.