Il piccolo Lorenzo Guidi ha solo 11 anni, è nato il 20 agosto del 2002, ed è già uno dei protagonisti più amati della televisione italiana. Gli è bastato interpretare in modo magistrale il piccolo Rocco di Braccialetti Rossi, in coma dopo un incidente in piscina. La mamma perennemente al suo fianco scandisce ogni momento in ospedale con le sue amorevoli cure e gli amici di reparto legati dai braccialetti rossi lo hanno adottato come mascotte (inconsapevolmente) onnisciente del gruppo. È lui infatti la mente storia della comitiva, lui che racconta passato e presente dei suoi amici speciali, e sempre lui che anticipa eventi struggenti, come la morte di Davide, fungendo da guida di un limbo tutto particolare.

Lorenzo Guidi ha un fratellino più piccolo di nome Matteo e al momento frequenta la prima media della Scuola dell'Infanzia Paritaria Arcobaleno. Ama il calcio, il surf e lo sci. Prima di approdare nel cast di Braccialetti rossi è apparso nella fiction “Non è mai troppo tardi” per la regia di Giacomo Campiotti.

Partecipare alla serie tv ‘Braccialetti rossi’ è stata una bellissima esperienza. Ho conosciuto tante brave persone e fatto tante bellissime amicizie. Con Giacomo Campiotti, mio adorato regista, e suo figlio Nicola ho passato una bellissima estate e imparato tante cose interessanti del cinema. Con Niccolò Agliardi, il bravissimo cantautore che ha composto le favolose canzoni di ‘Braccialetti rossi’, ho potuto migliorare la mia voce e la dizione per la voce fuori campo . Sono anche molto felice di aver scoperto la Puglia con il suo bellissimo mare e stupendi paesaggi. Mando un bacio a tutta la troupe e ai cinque favolosi Braccialetti. Soprattutto, ho imparato a stare zitto e fermo… cose che non avevo mai fatto prima!!!

Dando voce al suo personaggio Rocco, le parole usate per introdurlo al pubblico esprimono a pieno il senso speciale della sua presenza in Braccialetti Rossi: “Ecco. Questo sono io. Mi chiamo Rocco. Lo so, è giorno, non dovrei dormire. E invece dormo. Dormo sempre. Da otto mesi. E pensare che prima non avevo mai sonno, con mamma erano sempre discussioni per stare sveglio fino a tardi. Ora da qui, da questo strano luogo da cui vi parlo, sento tutto, vedo tutto, rido se c’è da ridere, piango se c’è da piangere, mi arrabbio, mi annoio, mi diverto, mi commuovo… però nessuno lo sa. Ah, dimenticavo… il mio nome è Rocco”.