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Roberto Vecchioni con la maglietta di Massimo Troisi all’Arena Suzuki

Roberto Vecchioni si presenta sul palco dell’Arena Suzuki, la seconda puntata del fortunato programma di Rai1 condotto da Amadeus, con una maglietta dedicata a Massimo Troisi. “La poesia non è di chi la scrive, ma di chi se ne serve”. A fine intervento, il “professore” ha ribadito: “Questa maglietta è dedicata a lui”.
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Roberto Vecchioni si presenta sul palco dell'Arena Suzuki, la seconda puntata del fortunato programma di Rai1 condotto da Amadeus, con una maglietta dedicata a Massimo Troisi. "La poesia non è di chi la scrive, ma di chi se ne serve" citando una delle battute più popolari della grande carriera, stroncata troppo presto, dell'artista napoletano. Il "professore" ha cantato due grandi brani della sua discografia: Luci a San Siro Samarcanda. 

L'esibizione ad Arena Suzuki

"Ma dammi indietro la mia seicento, i miei vent'anni e una ragazza che tu sai". Nessuno più scriverà un verso del genere. "Luci a San Siro" è un capolavoro assoluto e tremano le mani e i polsi e si rizzano i peli delle braccia, il cuore fa un tuffo e si mischia a tutto il resto. Roberto Vecchioni è patrimonio assoluto della nostra canzone – e non soltanto. Alla fine dell'esibizione, proprio il "professore" mostra con orgoglio la maglietta e ritorna sul concetto: "Troisi diceva che la poesia non è di chi la scrive, ma di chi se ne serve". E Amadeus raccoglie l'assist: "Te lo avrei detto e anche la musica è così. Hai scritto un capolavoro e lo hai donato a tutti, perché le tue canzoni sono di tutti". 

La storia di Luci a San Siro

Luci a San Siro è stato pubblicato per la prima volta nell'album Parabola, nel 1971. La musica fu composta da Andrea Lo Vecchio e Giorgio Antola ed è stata scritta dallo stesso Roberto Vecchioni. La curiosità è che il brano non è mai stato pubblicato come singolo, ma è da tutti riconosciuto come uno dei brani più importanti di tutta la carriera di Roberto Vecchioni. Il significato di Luci a San Siro è il ricordo del suo amore giovanile, Adriana, vicina di casa e fidanzata dal 1964 e 1968, musa ispiratrice di tantissime sue canzoni. Ma il testo è anche un omaggio a Milano e alla giovinezza passata ed è anche un j'accuse all'industria musicale.

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