Lo vedremo su Netflix protagonista del film "L'ultimo Paradiso" di cui è attore, co-sceneggiatore e produttore, Riccardo Scamarcio è tornato nella sua terra per raccontare una storia che parla di rivolta, di lotta, d'amore e di speranze che svaniscono se rapportate alla realtà di un piccolo borgo di campagna. Una storia che mette in gioco anche l'importanza della famiglia e l'attore, adesso che ne ha una tutta sua, vive la paternità sullo schermo in maniera del tutto differente a prima.

Riccardo Scamarcio e la paternità

Nella storia che vedremo dal 5 febbraio sulla piattaforma streaming, Scamarcio è un uomo sposato, nel caso di specie con Valentina Cervi con la quale ha un bambino di 7 anni, sebbene sia innamorato di un'altra donna. Nella vita fuori dal set, l'attore pugliese non è sposato, ma ha una donna al suo fianco, l'agente inglese Angharad Wood, che lo ha reso padre per la prima volta:

Sono diventato padre e ho capito che l’amore per un figlio non ti prevede, va al di là di te. Avere un figlio è un amore ancestrale. E con la paternità al cinema non ho rallentato, anzi ho accelerato, lo porto a casa

L'importanza del cinema

"L'ultimo paradiso" non è il primo film in cui Riccardo Scamarcio figura come produttore, sono ormai dieci anni, infatti, che ha intrapreso questa strada e nell'anno della pandemia l'assenza delle sale si è fatta sentire. A questo proposito l'attore ha parlato dell'importanza del cinema e del legame che c'è con gli spettatori, tanto da essere sicuro che una volta finito questo lungo periodo di distanza e buio per il settore cinematografico ci sarà, senza dubbio, una nuova rinascita: "Il cinema non è il luogo in cui vieni visto ma un modo di raccontare. Non morirà mai, ha una corsia preferenziale con l’inconscio delle persone, Fellini ne è la prova. Quando la pandemia finirà, le sale si riempiranno".