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Riccardo Marcuzzo e il successo dopo ‘Amici’: “Se ci penso mi commuovo, rifarei tutto”

Riccardo Marcuzzo – in arte Riki – ha riflettuto sul grande successo seguito alla partecipazione al talent ‘Amici 2017’. Il cantante ha ammesso che queste settimane gli hanno regalato emozioni inaspettate.
A cura di Daniela Seclì
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Sono passati circa tre mesi da quando è calato il sipario sull'edizione 2017 di ‘Amici‘. Riccardo Marcuzzo – in arte Riki – ha tracciato un bilancio di queste settimane, partendo da una foto. L'immagine scelta non è casuale. È la copertina dell'EP ‘Perdo le parole‘. Su Instagram, il cantante ha spiegato:

"Questa sarà per sempre la foto più importante della mia vita. Oggi il disco compie tre mesi e sono innamorato perso di ciascun istante ed emozione che mi ha regalato. Se non ci fosse non ci sarebbe legame, non potremmo stare vicini ogni volta che sono lontano e non potremmo cantare insieme quando invece ci riavviciniamo".

Riki non nasconde che il pensiero di quanto accaduto in questi mesi gli provoca una forte emozione:

"Mi commuovo un po' se scrivo che ne abbiamo già passate tantissime, che questi mesi in realtà sembrano anni. Mentre guardo il mondo scorrere fuori e sempre in viaggio ripenso a ogni cosa: live, interviste, abbracci e sguardi, ragazze che picchiano e rincorrono il van, che sorridono, che piangono, che sorridono mentre piangono, gli eventi, i "grazie" di tantissime persone che con poche note miste a parole hanno trovato un appiglio quando in quel momento non c'era. È una forza immensa che non immaginavo fosse così grande. Io non me ne sto rendendo conto e mi sta bene, ma non rimpiango nulla e rifarei tutto esattamente così, così come ho fatto, così come abbiamo fatto insieme".

Riccardo Marcuzzo e la scelta di ‘Riki' come nome d'arte

In un'intervista rilasciata a Corriere.it, Riccardo Marcuzzo ha spiegato perché ha scelto ‘Riki' come nome d'arte: "Il nome nasce dalle memorie di una lezione di marketing che suggeriva l’uso di due sillabe, dalla voglia di italianità quindi niente ‘c' e ‘y' e dall’esigenza di rendere il nome graficamente e le due ‘i' speculari offrono mille spunti".

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