Raz Degan torna a raccontarsi in televisione, ospite della trasmissione Verissimo, condotta da Silvia Toffanin. L'attore e volto televisivo, vincitore dell'Isola dei Fampsi 2017, ha descritto quello che sta vivendo come un momento bellissimo della sua esistenza: "La vita mi ha regalato un percorso meraviglioso, non cambierei nulla. Auguro a qualsiasi essere umano di avere una vita come quella che sto avendo io".

Il carattere di Degan, cosmopolita ,a molto legato ad un'idea spirituale dell'esistenza, deriva dalle sue esperienze d'infanzia: "Da bambino ero abbastanza ribelle, volevo conquistare il mondo. Avevo la fortuna di avere una madre americana e un padre israeliano, questo mi ha permesso di crescere nelle migliori condizioni, tra la cultura americana e quella più rurale in Israele". E aggiunge: "I miei genitori si sono separati. I primi anni erano un po' difficili, ma sono stati anche quegli anni che mi hanno permesso di vivere due mondi. Con gli anni ho cominciato ad apprezzare molto la possibilità di viaggiare".

Una delle esperienze più forti  complesse della sua vita è stata la tossicodipendenza del fratello: "Yanai è stato tossico per molti anni. Chi conosce il problema della droga e conosce queste cose capisce che non si tratta di scegliere o meno, è proprio una malattia. Lui è stato "malato" per dieci anni. Mio fratello è un gatto da nove vite, tante volte abbiamo pensato al peggio. Ha sofferto molto". E racconta come lo ha salvato:

Amo i miei fratelli in modo incondizionato, faccio tutto il possibile per aiutarli e sostenerli, senza viziarli. Con lui è stato molto difficile. Lui mi chiamava una volta ogni tanto, piangendo, di notte, chiedendomi degli aiuti. Una volta finì in galera, io andai in America a prenderlo e lo portai forzatamente in Israele per disintossicarsi. Per molto tempo mi ha criticato, dicendo che lo avevo sottratto alla sua vita, alla sua famiglia. Ma oggi si è ripreso, è un uomo nuovo e aiuta le persone ad uscire da quella stesa situazione.

E il suo rapporto con le droghe? Degan non si tira indietro dall'affrontare l'argomento: "Io sin da piccolo sono stato così privilegiato nel poter vedere tutto davanti a me, da non averne avuto bisogno. Ho trovato il successo che ero giovanissimo, ho sempre frequentato ambienti in cui poteva accadere, ma averlo così vicino mi ha sempre tenuto a distanza. Vedevo le persone attorno a me cadere come le foglie degli alberi in autunno.