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17 Novembre 2015
13:22

Quinta Colonna, quello che non dovrebbe accadere in tv dopo Parigi (e invece accade)

Nel programma condotto da Paolo Del Debbio va in scena un diverbio tra Zaia, governatore della regione veneto e Abouadib di Giovani Musulmani. Scontro tristemente segnato dallo schema che vuole i musulmani costretti a condannare gli attentati di Parigi. Come se i musulmani per bene non l’avessero già fatto.
A cura di Andrea Parrella
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Cosa resterà di questa grande overdose di notizie, aggiornamenti dell'ultima ora, breaking news e sconcertanti rivelazioni riguardanti i terribili attentati di Parigi, che hanno provocato decine e decine di morti innocenti? Probabilmente, come tutti i fatti che l'opinione pubblica tende a fagocitare, a breve ne resterà poco più del ricordo, con la certezza che delle cause e degli effetti (ovvero le cose essenziali, al netto del dolore per le vittime) resterà solo un vago ricordo, un accenno, un trafiletto futuro o, eventualmente, un richiamo della notizia quando emergerà qualche particolare scottante. Al momento, sta invece prevalendo la linea che molti temevamo, il trionfo degli estremismi semplificati, uno sciacallaggio mediatico che fa leva sui morti e sulla paura, per affrontare il problema in modo dozzinale ed approssimativo una questione che andrebbe spiegata (ammesso che qualcuno sia riuscito o riesca a capirla a fondo).

Lì dove ci vorrebbe calma e le grida andrebbero placate, dove l'informazione dovrebbe aiutarci a sedare gli animi, a non chiuderci in casa e provare a comprendere, alcuni giornali, i social network e la televisione diventano spesso il campo dell'accusa a prescindere, dei giochi di ruolo. Ieri sera, a Quinta Colonna, il programma condotto da Paolo Del Debbio se n'è avuta la plastica dimostrazione. In studio Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, che discute con Saif Abouabid rappresentante di Giovani Musulmani. Nel video (in fondo all'articolo), postato dallo stesso Zaia sulla sua pagina Facebook con la sobria didascalia "++ PAZZESCO! > ZAIA VS SAIF: "CONDANNA I FATTI DI PARIGI! CONDANNA! CONDANNA!" ++", si vede il governatore rimproverare Abouadib di non aver condannato i fatti di Parigi nel suo intervento. L'interlocutore precisa di aver parlato di "guerra" e quindi aver ampiamente espresso il suo parere: "Un essere umano che ha umanità, che il diritto e che ha il senso di civiltà, non può non condannare. Da vent'anni condanniamo, non sto qui a far fare bella figura a lei, continuo a condannare qualsiasi tipo di violenza". Zaia, non pago e coadiuvato dalla voce in sottofondo di Daniela Santanché ribadisce con tono giudizioso:

Vengo da una regione che ha avuto l'unica vittima, Valeria Solesin, una ragazza che è andata a quel concerto e pare si sia presa dei colpi di kalashnikov nella schiena. Io mi aspetto che un così alto esponente della comunità islamica condanni questi fatti.

Tralasciando il fatto che durante la trasmissione l'esponente dei giovani musulmani sia stato allontanato dal conduttore perché colpevole di interrompere sempre gli interlocutori, l'impressione è che questo sia esattamente ciò che non dovrebbe accadere, in televisione così come per strada. Pensare che un musulmano vada messa sotto processo a prescindere, affrontato con fare giudizioso sfruttando il facile e abusato, oltre che inappropriato, schema dell'associazione tra religione e terrorismo è il più deplorevole, controproducente e inutile degli atteggiamenti che si possano avere per superare questo momento difficile.

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