È un giorno fondamentale per chi è stato adolescente a cavallo dei 2000. Oggi è il giorno di Dawson's Creek, interamente disponibile su Netflix. Non sarò qui a tediarvi su quello che ha rappresentato questa serie per quegli adolescenti, perché guardare al passato significa negare la possibilità che le cose belle siano in realtà ancora tutte all'orizzonte, guardare al passato significa in realtà invecchiare. Eh, però: Dawson's Creek è stato un metro di paragone per tanti adolescenti, un modo – illusorio, certo – per conoscere meglio se stessi e i problemi di quel tempo, di quella generazione.

Era tutto perfettamente complicato in Dawson's Creek e probabilmente non c'era canzone migliore di quella a cui era affidata la sigla d'apertura: I don't want to wait di Paula Cole. Una sigla che, purtroppo, gli appassionati e i neofiti non troveranno disponibile nella versione della serie disponibile su Netflix. Era già successo negli Stati Uniti, quando la serie è pubblicata per gli abbonati a stelle e strisce, era naturale che succedesse anche adesso. Netflix Italia lo ha precisato così: "Ve lo diciamo subito: la sigla non è ANUWANUWEI. Lo sappiamo, fa malissimo, ma non dipende da noi".

La prima storica sequenza di Dawson’s Creek
in foto: La prima storica sequenza di Dawson’s Creek

Perché la sigla di Dawson's Creek è cambiata

Ovviamente, al centro di tutto c'è sempre una questione di diritti per l'utilizzo della canzone. La Sony, che detiene tutti i diritti musicali sulla serie tv, non ha esteso gli stessi diritti per le edizioni in DVD, così come per quelle in streaming. Ecco allora che è stata utilizzata "Run like Mad" di Jann Arden, che al dire il vero fu la prima sigla utilizzata anche in Italia per la sola prima stagione. "I Don't Want To Wait" di Paula Cole era stata invece la sigla d'apertura utilizzata sin dal primo momento per gli episodi della prima stagione negli Stati Uniti e in Canada. Con il grande successo internazionale, la produzione pensò che fosse più performante rimpiazzare la canzone di Jann Arden con quella di Paula Cole per tutti.