Una delle trasmissioni più contestate e al contempo amate della televisione italiana è il programma di inchiesta giornalistica di Rai 3, Report. La trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci e ideata da Milena Gabanelli, conduce da anni inchieste che mettono in luce gli aspetti nascosti e truffaldini di questioni di carattere nazionale che svelano scenari spesso ignoti al consumatore, fornendo sapienti approfondimenti su questioni di particolare interesse per la società. È delle ultime ore la notizia della presunta richiesta di chiusura del programma, a fronte di una comunicazione che sarebbe arrivata direttamente a Marcello Foa, presidente della Rai.

Il presunto pressing Lega

Fanpage.it apprende che tra le ultime inchieste ‘scomode' portate avanti dal team di giornalisti di Ranucci ce ne sarebbero tre che avrebbero generato non poco malcontento: quella sul reddito di cittadinanza, quella contro il presidente onorario di Banca Intesa, Giovanni Bazoli, che ha poi querelato per diffamazione Ranucci e il programma di Rai 3, e per finire quella incentrata sul caso Siri, l’ex sottosegretario leghista indagato per corruzione. E sarebbe proprio un pressing dalla Lega quello arrivato a contaminare le decisioni sul futuro del noto programma d'inchiesta di Rai 3, in un clima Rai già abbastanza incerto, nel quale pare ci sia la speranza di poter ristabilire un asse più stabile tra il PD e il M5S nel Cda.

Il ridimensionamento dell'offerta d'inchiesta

Tutto questo si innesterebbe, stando a fonti vicine alla Rai, in un discorso più ampio di ridimensionamento dei programmi d'inchiesta di Viale Mazzini. Fanpage.it apprende che, ad esempio, già Presa Diretta avrà una collocazione più proibitiva, slittando nei palinsesti alle ore 22.00 e non più in prima serata. La motivazione ufficiale è il calo di ascolti ma dietro ci sarebbe un forte pressing politico da parte dei partiti di governo. Report invece, per rispettare la par condicio, ha dovuto optare per una puntata solo di "good news", con servizi blandi e meno punitivi. Non solo, la trasmissione d'inchiesta ha incassato il colpo di andare in onda a seguito della Tribuna elettorale (quindi praticamente senza traino) e le è persino stata negata la luminosa che avrebbe dovuto annunciare l'inizio del programma d'inchiesta. Nonostante le pressioni al momento nulla è deciso anche perché l'amministratore delegato Fabrizio Salini non vuole cedere alle pressioni e alle critiche che comporterebbe la chiusura del programma d'inchiesta che ha fatto la storia della tv degli ultimi anni.