Bufera sulla Rai dopo il servizio sui nostalgici fascisti di Predappio, andato in onda al Tgr dell'Emilia Romagna. Il deputato del Partito Democratico Michele Anzaldi scrive su Facebook: "Al TgR Emilia Romagna è andato in onda un servizio che nulla ha a che vedere con l’informazione e molto con quella che è apparsa come una vera e propria apologia del fascismo". Ed in effetti sembra uno di quei servizi da Istituto Luce, in un clima surreale si intervistano i presenti intervenuti per la manifestazione per l'anniversario della morte di Benito Mussolini: "Rivogliamo la democrazia organica, quella in cui c'era ordine e disciplina, e che Mussolini chiamava Fascismo. Tutto qua". 

Le parole di Michele Anzaldi

Terrificanti le immagini, condannate immediatamente da Michele Anzaldi, deputato Pd, e Davide Farone, senatore Pd, entrambi in Commissione Vigilanza Rai. Anche il CdR della redazione TgR Emilia Romagna ha preso le distanze "dissociandosi dai contenuti dei servizi sulle celebrazioni di Predappio". Nel comunicato si legge ancora: "La Rai servizio pubblico trova il suo fondamento nel Contratto di servizio, che è strettamente ancorato alla Costituzione italiana, antifascista e antirazzista". Ancora Michele Anzaldi:

Due minuti di interviste e immagini, con tanto di saluti romani, sulla manifestazione fascista di Predappio per l’anniversario della morte di Mussolini. L’amministratore delegato Salini spieghi se questa è la nuova informazione Rai. Chi ha deciso di mettere in onda quel servizio? Chi non ha controllato? Il direttore Casarin sia chiamato a risponderne.

Le parole di Davide Faraone

Il senatore Pd Davide Faraone, capogruppo dem in commissione di Vigilanza, chiede le dimissioni di Casarin: "L'apologia di fascismo entra direttamente nei palinsesti della Rai? E' gravissimo ciò che è successo al Tgr Emilia Romagna con due minuti di esaltazione del duce nell'anniversario della sua morte. Il direttore Casarin intanto offra le sue dimissioni, non è ammissibile che la Rai trasmetta tali nefandezze". 

L'irritazione di Fabrizio Salini

E c'è stata profonda irritazione espressa anche dall'amministratore delegato Fabrizio Salini, che ha chiesto al direttore della TgR, Alessandro Casarin, una accurata relazione sui tempi e sulle modalità di realizzazione del pezzo. Lo stesso Casarin, in una nota, si dissocia e promette che saranno fatte le valutazioni del caso: "I suoi contenuti non corrispondono alla linea editoriale. Linea editoriale che, come ho illustrato alle 24 redazioni della Tgr, si basa sul principio di una informazione equilibrata, a garanzia di un contradditorio in tutti i servizi, dalla politica alla cronaca. Equilibrio che deve rispettare la storia della democrazia italiana. D’intesa con l’azienda saranno effettuate le valutazioni del caso".