28 Ottobre 2015
11:52

Pietro Orlandi: “Papa Francesco indifferente quindi complice della scomparsa di Emanuela”

Ospite de “La strada dei miracoli”, Pietro Orlandi ha accusato il Vaticano di aver ostacolato le indagini sulla scomparsa della sorella Emanuela. Ha parlato di omertà, sottolineando le responsabilità che ritiene abbiano gli ultimi tre pontefici.
A cura di Daniela Seclì

Pietro Orlandi è stato ospite de "La strada dei miracoli". L'uomo ha commentato la notizia dell'archiviazione dell'inchiesta sulla scomparsa della sorella Emanuela.

"L'inchiesta è stata archiviata in maniera abbastanza vergognosa. Sono un po' arrabbiato in questo momento con la Procura che ha ceduto il passo a chi da 32 anni vuole far dimenticare questa storia. Il capo della Procura di Roma, Pignatone, ha fatto una richiesta di archiviazione. A questa si è opposto il magistrato Capaldo che per anni si è occupato della vicenda, si è rifiutato di firmare questa richiesta di archiviazione. Il capo della Procura di Roma l'ha esonerato e la richiesta è stata firmata da un altro magistrato. Poi è andato tutto nelle mani del gip che una settimana fa ha accettato questa richiesta. Loro hanno archiviato, io la parola rassegnazione non la conosco".

Ha spiegato, poi, di essere arrabbiato anche con il Vaticano che non ha tutelato quella che era una sua cittadina:

"Oltre che con la Procura, io sono arrabbiato con il Vaticano. Ricordiamo che Emanuela era ed è una cittadina vaticana. Il comportamento che ha avuto il Vaticano in questi ultimi 32 anni è poco cristiano. Sicuramente non segue l'insegnamento di Gesù. Padre Lombardi in una lettera riservata che ha mandato a padre Georg ha scritto: ‘Effettivamente il Vaticano ha avuto un atteggiamento poco cristiano'. Il Vaticano ha ostacolato le indagini sulla scomparsa di Emanuela, rifiutandosi di far ascoltare alcuni cardinali".

Papa Wojtyła, Papa Benedetto XVI, Papa Francesco e il caso di Emanuela Orlandi

Pietro Orlandi ritiene che gli ultimi tre pontefici siano in qualche modo responsabili dell'esito dell'inchiesta:

"Il Vaticano avrebbe dovuto pretendere la verità perché una sua cittadina è stata rapita. Poco tempo fa Papa Francesco ha detto una frase: ‘Chi è indifferente, chi sta a guardare e non fa nulla è complice‘. Io la vedo come un'autoaccusa che riguarda tutti e tre i papi. Papa Wojtyła perché ha permesso al silenzio e all'omertà di calare su questa vicenda. Benedetto XVI se n'è lavato completamente le mani, perché più di una volta gli è stato chiesto di ricordare Emanuela e lui ha allargato le braccia e ha detto: ‘Devo chiedere'. Ricordo una lettera della Segreteria di Stato dove si consigliava al Papa di non parlare pubblicamente di questa vicenda".

Ha sottolineato, quindi, l'atteggiamento di Papa Francesco in merito alla scomparsa della sorella:

"Con Papa Francesco non è cambiato nulla, il muro si è alzato più di prima rispetto a questa storia. Io ho incontrato Papa Francesco una settimana dopo la sua elezione, c'era anche mia madre. Lui appena ci ha visti, sapeva chi fossimo, aveva ben chiara la situazione. Ci ha detto semplicemente: ‘Emanuela sta in cielo'. Io gli ho detto: ‘Non ci sono prove della sua morte, spero che Lei mi aiuti ad arrivare alla verità' e lui mi ha risposto: ‘Lei sta in cielo'. Io da quel momento ho pensato che forse c'era finalmente un'apertura, speravo volesse chiarire questa vicenda. Ho mandato tantissime lettere a lui, al suo segretario, ma non c'è stata nessuna risposta. Si è alzato un muro ancora più di prima su questa vicenda. Il nome di Emanuela non si può fare in Vaticano. È una questione di omertà. La scomparsa di Emanuela pesa tantissimo sull'immagine della Chiesa. Quando Wojtyła venne a casa nostra ci disse quella frase, che la storia di Emanuela era legata al terrorismo internazionale. Forse avrebbe voluto dirci altro, però secondo me lui in quel momento ha messo sul piatto della bilancia la vicenda di Emanuela e l'immagine della Chiesa e ha fatto una scelta. Una scelta che va avanti da 32 anni. Continuerò a cercare la verità da solo, non devono illudersi di essere riusciti a far dimenticare questa storia".

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