Patrizia De Blanck è stata ospite di ‘Pomeriggio 5‘, nella puntata trasmessa giovedì 20 settembre. Ai microfoni di Barbara D'Urso ha raccontato la disavventura che ha dovuto affrontare lo scorso agosto. Ha raccontato di aver rischiato di morire, complice anche la sua riluttanza a recarsi dal medico quando è necessario.

Dalle lacrime per la morte del cane al rischio di morire

Tutto ha avuto inizio quando il cane di Patrizia De Blanck, dopo un periodo di sofferenza, è morto. L'evento ha comprensibilmente sconvolto la donna. Chi ama i cani sa benissimo che privarsi della loro presenza e del loro affetto può risultare davvero doloroso. Le lacrime per la morte del suo amico a quattro zampe hanno finito con il causare un problema decisamente grave. Ecco il racconto della De Blanck:

"Ti ricordi quando ti ho raccontato che il mio cane stava male? È morta. Come sai, i cani è come se fossero i nostri bambini. Quando ti muore un cane, non dico che è come se morisse un figlio ma è quasi simile. Ho cominciato a piangere come una pazza. Io ho il condotto lacrimale chiuso. Sono due anni che rimando l'operazione perché è molto tosta. Tutte queste lacrime sono andate in infezione. Il pus ha cominciato ad andare dietro l'orecchio, dietro al naso. Stava arrivando al cervello. Ho cominciato a trasformarmi".

Se avesse atteso un'altra notte sarebbe morta

La situazione è andata via via peggiorando: “Avevo il viso gonfissimo e deformato a causa della dacriocistite”. Giada De Blanck, allora, ha preso in mano la situazione e ha convinto la madre a recarsi immediatamente da un dottore: "Mia figlia mi ha convinto ad andare al centro oftalmico di Roma". Le parole del dottore non sono state affatto rassicuranti e le hanno fatto subito comprendere il rischio corso:

"Il dottore mi ha detto: ‘È una cosa terribile, per fortuna sei arrivata in tempo'. Se avessi passato un'altra notte così, mi sarebbe venuta la meningite fulminante e sarei morta. Ti rendi conto che se io piango e piango a questo livello, mi viene l'infezione e muoio? Sono esperienze terribili. Bastava una notte in più di ritardo e non ci sarei stata più".