Il 3 luglio del 2017 moriva Paolo Villaggio, tra i volti più riconoscibili della commedia all'italiana moderna, che ha segnato la società e la cultura italiana con il suo personaggio più noto, quello di Fantozzi, nato da un'opera letteraria poi trasformata in una saga di film di cui lui stesso fu protagonista. Per ricordare il personaggio, protagonista anche sul piccolo schermo nel corso degli anni, con la sua partecipazione a diversi programmi televisivi che hanno fatto la storia del piccolo schermo nostrano, è andata in onda su Rai 1 una puntata speciale di "Techetechetè" interamente dedicata ai suoi personaggi, gli sketch, le interviste, le scene dei film più celebri. Ci sono i suoi personaggi in tutte le loro apparizioni, da quelle televisive con Giandomenico Fracchia alle sequenze cinematografiche del ragionier Fantozzi (qui il link per vedere la splendida puntata).

Ad arricchire il racconto per immagini, l'appuntamento dello speciale di Rai 1 dedicato alla storia della televisione e del costume italiano contiene commenti, ricordi, testimonianze e aneddoti dei due figli di Paolo Villaggio, Elisabetta e Pierfrancesco, che pur non avendo mai negato la natura complessa del padre dal punto di vista caratteriale, lo hanno sempre ricordato con affetto.

La carriera di Paolo Villaggio, tra tv, teatro e cinema

Il percorso artistico di Paolo Villaggio inizia nell'ambito dell'avanspettacolo, precisamente nella compagnia genove Baistrocchi, culla artistica di molti altri nomi che hanno fatto grande il teatro e la musica italiana come Carmelo Bene e Fabrizio De André (con il quale Villaggio ebbe un'amicizia salda ed affettuosa). Negli anni successivi la sua carriera è segnata dall'esperienza al Derby Club di Milano, altra fucina di grandi comici meneghini e non solo, che sembra una sorta di porta d'accesso alla radio prima, dove ne Il sabato del villaggio racconta le sorti di un ragioniere italiano, l'anticamera di Fantozzi, e poi della tv. Uno dei primi ruoli per i quali si ricorda è in Quelli della domenica, scritto tra gli altri dal suo scopritore, Maurizio Costanzo. Il programma è una pietra miliare della storia del piccolo schermo nostrano ed apre a Villaggio molte possibilità, visto che in quegli anni presenzierà al Festival di Sanremo, oltre che a Canzonissima, portando in tv il personaggio di Giandomenico Fracchia.

Gli anni Settanta sono quelli dell'esplosione di Fantozzi, prima grande fenomeno letterario e poi cinematografico. Ma in quello stesso periodo si rafforza anche il suo rapporto con Vittorio Gassman, col quale stringe un sodalizio artistico molto forte, durato diversi anni. Il decennio successivo è quello in cui ha modo di prendere parte a opere cinematografiche in cui compaiono i grandi del cinema nostrano, oltre che sviluppare a pieno i due personaggi distinti, ma simili, di Fracchia e Fantozzi. Al contrario, negli anni Novanta cerca di emergere molto di più il Villaggio attore comico, per quanto la sua mimica sia oramai segnata inesorabilmente dai tratti di Fantozzi. Partecipa a film corali prodotti da Cecchi Gori come Pompieri o Le Comiche, che lo vede recitare col suo amico/nemico Renato Pozzetto, ma anche di opere come Io Speriamo che me la cavo e il primo David di Donatello, come migliore attore, ex aequo con Gian Maria Volonté per la sua interpretazione in La Voce della Luna, in cui recita con Benigni. Gli ultimi anni, oltre a una presenza televisiva importante, per interviste e partecipazioni fisse in programmi Rai, è segnata dagli ultimi film di Fantozzi e un'attivita letteraria importante.