Gabriele Paolini torna prepotentemente a farsi vedere in televisione nel ruolo che lo ha contraddistinto e di cui è diventato emblema nella storia della televisione italiana: il disturbatore. A farne le spese, questa volta, è l'inviato del Tg La7 Paolo Celata, che appostato all'esterno della Camera dei Deputati per raccontare la crisi di governo alimentata dalla decisione di Matteo Renzi, è stato di fatto interrotto a più riprese da Paolini che gli ha sistematicamente impedito ogni collegamento con il direttore del telegiornale durante la proverbiale Maratona Mentana del 13 gennaio.

Paolini tormenta Celata

L'invasione di Paolini è arrivata proprio alla fine della lunga conferenza stampa con cui Matteo Renzi ha confermato il ritiro delle due ministre di Italia Viva dal governo guidato da Giuseppe Conte. Intrufolandosi nell'inquadratura alle spalle di Celata, Paolini ha mostrato un cartello con su la scritta "Gabriele Paolini entra in politica". L'inviato e conduttore del telegiornale di La7 ha provato ad evitarlo, tentando di spostarsi  per far uscire Paolini dall'inquadratura. "Pensavamo di essercene liberati – ha detto Mentana notando la presenza di Paolini – e invece è tornato".  

Il commento di Enrico Mentana

Ma è legge imprescindibile dei disturbatori che l'inviato non possa effettivamente liberarsene e alla quarta invasione consecutiva Enrico Mentana invita Celata a non preoccuparsi della presenza di Paolini, leggendo però il cartello mostrato dal disturbatore, colorando ironicamente la cosa: "Paolini entra in politica, speriamo esca da qualcos'altro". 

Paolini condannato a 5 anni di reclusione

Mentana in effetti ha sottolineato un'impressione comune, visto che Gabriele Paolini sembrava sparito dai radar e per molto tempo non si era visto in televisione. Risale al settembre del 2020 la pesante sentenza in appello per il disturbatore televisivo, condannato a 5 anni di reclusione per abusi sessuali su minore e altri reati connessi.