La famiglia di Luigi Tenco non ha gradito il monologo di Barbara Palombelli. La conduttrice di Forum è intervenuta nel corso della quarta serata del Festival di Sanremo 2021. Nel suo monologo, nel quale incoraggiava le donne a lottare per la propria indipendenza ed emancipazione, citava Tenco in un passaggio che i parenti dell'artista hanno reputato offensivo per la sua memoria.

Cosa ha detto Barbara Palombelli su Luigi Tenco

Barbara Palombelli ha pronunciato un monologo nel quale evidenziava l'importanza delle donne anche nell'Italia della pandemia e poi, incoraggiava soprattutto le giovanissime a non arrendersi mai, a rimboccarsi le maniche e a insistere per ottenere la propria indipendenza. In uno dei primi passaggi del monologo, la conduttrice e ospite di Sanremo 2021 spiegava:

"Papà voleva che diventassi come Gigliola Cinquetti: capelli legati, filo di perle, matrimonio, una vita tranquilla come in Non ho l’età. Io invece ero ribelle, volevo uscire, guidavo la moto e la macchina senza avere la patente. Noi ragazzi negli anni ’60 cercavamo le emozioni. Pensate che Luigi Tenco, giocando con una pistola, proprio qui ha trovato la morte. Chiesi a Gino Paoli, molti anni dopo, cosa accadde veramente qui a Sanremo quell'anno. E mi disse: ‘Noi non avevamo le droghe, ci dovevamo caricare di emozioni e allora camminavamo sui cornicioni, guidavamo a fari spenti e io ho una pallottola nel cuore. Anch'io giocavo con le pistole come Luigi'. Ringrazio Gino e un grandissimo abbraccio a Luigi".

La replica della famiglia Tenco

In una lettera aperta, la famiglia Tenco ha manifestato la propria indignazione nel vedere citato a sproposito l'artista. Nella missiva, si rimarca come Barbara Palombelli abbia parlato in "modo inopportuno" del cantautore, diffondendo "notizie false", banalizzando la sua morte e dando fiato a un "chiacchiericcio pregno di ignoranza" sull'argomento. Ecco il testo integrale della lettera:

"Signora Barbara Palombelli, diversi telespettatori ci hanno segnalato il Suo monologo di venerdì 5 marzo u.s., andato in onda su Rai1all'interno del Festival di Sanremo, attraverso cui ha diffuso notizie improbabili sulla vita di Luigi Tenco. Quindi, portati a vedere un'altra volta un programma che non ci entusiasma proprio perché rappresenta una manifestazione i cui rumors giornalistici pilotati del 1967 non si fecero scrupoli a relegare l'umanità di Luigi Tenco nell'ingiusta etichetta del ragazzo depresso, condizionando persino le sue numerose opere musicali per diversi decenni, con profonda amarezza abbiamo constatato quanto ancora perduri un certo tipo di superficialità giornalistica. Le Sue parole, passando per il racconto diseducativo di una Sua bravata adolescenziale, sono risultate come una forzatura per arrivare a parlare in modo inopportuno di Luigi Tenco: "Pensate che Luigi Tenco proprio qui (al Festival) giocando con una pistola ha trovato la morte". A ciò si aggiunga il fatto che questa ed altre Sue gravi affermazioni sarebbero frutto di un'intervista con Gino Paoli che, come è noto a tutti e diversamente da Luigi Tenco, ha certamente cercato la morte per suicidio ma senza riuscirci (fortunatamente). Questo chiacchiericcio, pregno di ignoranza sull'argomento da una parte e di incoerenza dall'altra parte, non rende merito alla categoria dei giornalisti a cui apparterrebbe e nemmeno al servizio televisivo pubblico che ha deciso di farLa esibire su Rai1, ma soprattutto non può essere considerato un criterio onesto alla base di affermazioni lesive come quelle che ha fatto nel Suo show del 5 marzo davanti a milioni di telespettatori dove, oltre a diffondere notizie false, ha banalizzato un fatto grave come quello che accadde a Luigi Tenco. Voglia, dunque, accettare il nostro totale fastidio e rifiuto al Suo "grandissimo abbraccio a Luigi" che ci è sembrato strumentale e irrispettoso dei valori umani ed artistici del nostro amato Luigi. Famiglia Tenco".