A partire da lunedì 11 maggio alle 20.20 andrà in onda su Rai 3 il nuovo programma di Salvo Sottile: "Palestra di Vita". Una trasmissione che servendosi dello sport cerca di raccontare delle storie intense, ma allo stesso modo anche più comuni di quanto si può immaginare, dalle quali i telespettatori possano trarre degli insegnamenti, o che siano spunti di riflessione. Ovviamente il format ha subito dei cambiamenti rispetto a come era stato pensato all'inizio, in seguito all'emergenza coroanavirus, in un'intervista al Corriere della Sera, il giornalista racconta cosa vedremo in questa nuova versione.

Lo sport per raccontare esperienze di vita

La versione originale del programma vedeva Salvo Sottile girare tra le palestre d'Italia, dove avrebbe potuto raccontare attraverso i protagonisti come lo sport può modificare e talvolta salvare la vita delle persone, che attraverso l'attività sportiva riescono a ritrovare grinta e forza. La pandemia, però, ha cambiato l'assetto di Palestre di Vita come dichiara il noto volto di Mi Manda Rai Tre al Corriere della Sera:

L’idea è quella di parlare del rapporto con lo sport partendo da storie di vita vissuta, da racconti personali in cui tanti si possono immedesimare. Ci siamo dovuti riadattare e così il racconto dei protagonisti avviene a distanza, attraverso le nuove tecnologie: ho intervistato i protagonisti in videochat per raccontare come lo sport può diventare una sorta di certificato di esistenza in vita rispetto alle restrizioni alle quali siamo stati sottoposti.

Le puntate andranno in onda da lunedì a venerdì alle ore 20.20, una vera e propria striscia quotidiana, nella quale verranno raccontate due storie alla volta: "C’è chi sognava di diventare uno sportivo e ha fallito; chi era solo e in palestra ha trovato amici; chi aveva problemi con la giustizia e ha ritrovato la strada; chi lottava con il suo peso e ha ricostruito il fisico; si parla di disabilità e autismo; si raccontano ragazzi difficili e infermieri coraggiosi"

Un ricordo indelebile della pandemia

Dal momento che la struttura del programma è stata cambiata completamente, per assecondare le necessità dell'emergenza coronavirus, Palestra di Vita resterà una testimonianza di quello che è stato un periodo difficile della vita degli italiani, durante il quale ognuno a suo modo, ha cercato di non arrendersi anche se costretto tra le mura di casa:

Ognuno degli intervistati era bloccato all’interno della sua abitazione, ognuna di queste persone, uomini, donne ragazzi, aveva iniziato a fare sport per motivi diversi. L’emergenza ha sconvolto e trasformato le vite di tutti, anche di chi ha cercato nella pratica sportiva un sostegno, a volte una chiave di accesso per capire le pagine più complesse della propria esistenza. Sono tante storie diverse di un’Italia allo specchio, un’Italia che ha trovato il modo di esorcizzare l’incubo del non uscire, che ha saputo trovare il “fuori” dentro casa. Nel tempo Palestre di Vita rimarrà anche la fotografia di un periodo storico che non dimenticheremo mai.