"Se la scienza ti offrisse l'amore vero, accetteresti?". Parte da questa premessa la nuova serie Netflix "Osmosis", la terza produzione francese del colosso di streaming on demand, disponibile da domani venerdì 29 marzo, in tutti i Paesi in cui il servizio è disponibile. Siamo a Parigi, in un futuro dove la tecnologia promette di trovare l'amore vero, attraverso una dating app che analizza a fondo tutti i dati contenuti all'interno del proprio cervello e, confrontandoli con gli iscritti, promette un match del 100%.

Esther (Agathe Bonitzer) e Paul (Hugo Becker) sono due fratelli che hanno creato questo nuovo tipo di tecnologia che funziona in un modo estremamente semplice: "Osmosis" piazza nanoparticelle nel cervello degli iscritti in grado di leggere pensieri ed emozioni. Da quel momento, tutto quanto disponibile viene setacciato da "Osmosis": documenti riservati, dati sensibili e personali, quelli pubblici pubblicati attraverso i social media. Ma il progetto è ancora in una fase beta ed è per questo che c'è bisogno di un team di volontari per testarlo.

I due fratelli hanno approcci diversi nei confronti della loro creazione: Paul approccia ad "Osmosis" non senza preoccupazioni, consapevole che questo possa rivoluzionare definitivamente il concetto di umanità. Esther è mossa da uno scopo e da un tipo di ambizione completamente differente da quello che muove il fratello ed entrambi hanno in comune un passato e una vita familiare difficile. In questo scenario, si muovono i partecipanti al progetto, tutti disposti in caselle piuttosto stereotipate: c'è la ragazza un po' grassa che non trova l'amore e non crede in se stessa, c'è il traditore seriale e il sessuomane che cerca la donna che lo faccia cambiare per sempre.

È una serie tutto sommato gradevole e che si presta a più di un paragone con l'episodio "Hang the DJ" di "Black Mirror". Non tragga in inganno la trama, perché anche la Parigi che ci troviamo di fronte non è un luogo cyberpunk, anzi scopriremo che di "futuristico" c'è solo il centro di controllo di "Osmosis": la città che c'è fuori non è poi così diversa da quella di oggi. Siamo quindi di fronte a un drama ambientato nel futuro più che nel solito ambiente da fanta-thriller distopico. Dategli una chance.