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16 Febbraio 2015
19:44

Oriana Fallaci: la giornalista di “guerra” che sfidò tutti

Oriana Fallaci è stata la prima inviata di guerra donna d’Italia, è diventata famosa in tutto per il mondo per le sue storiche interviste e per le sue scomode posizioni contro l’eutanasia, contro le “lobby dei gay” e contro l’aborto.
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La grande fiction Rai torna questa sera con "L'Oriana". Due puntate (la seconda domani) che raccontano la vita della giornalista e scrittrice toscana, interpretata da Vittoria Puccini vista al Festival di Sanremo 2015, proprio per promuovere la produzione Rai Fiction-Fandango Tv, sceneggiata da Stefano Rulli e Sandro Petraglia, diretta da Marco Turco. Chi era Oriana Fallaci, dunque. Una giornalista scomoda, nota a tutti per le sue prese di posizione mai leggere. È stata la corrispondente di guerra più famosa, probabilmente del mondo, nonché prima donna ad essere inviata in zone di conflitto, nel gergo giornalistico si direbbe che "ha fatto" il Vietnam (corrispondente per L'Europeo), l'India e il Pakistan, la Libia.

Protagonista assoluta del giornalismo del Novecento e anche dei primi anni del Duemila con le considerazioni post 11 settembre e, soprattutto, le contestazioni del 2002, Oriana Fallaci ha anche realizzato interviste che hanno fatto la storia: l'ayatollah Khomeini, Mu'ammar Gheddafi, Alekos Panagulis, Yasser Arafat, re Husayn di Giordania, Indira Gandhi e ancora Giulio Andreotti, Pietro Nenni, Federico Fellini e Sean Connery.

"Fiorentini, esprimiamo il nostro sdegno": le contestazioni del 2002

Nel 2002 di una dura contestazione da parte dei movimenti no-global per la sua opposizione alla manifestazione di Firenze, per paura che si potessero ripetere i fatti di Genova del 2001. Ormai era residente da tempo negli Stati Uniti, a New York, dove divenne per l'agenda italiana ancora una volta un punto di riferimento importante e centralissimo nei giorni dell'11 settembre, Oriana Fallaci volò a Firenze per incontrare le istituzioni. In quei giorni scrisse una lettera aperta al Corriere della Sera, dove chiese ai suoi concittadini di listare la città a lutto e di prepararsi al peggio per l'arrivo dei No-Global.

"Fiorentini, esprimiamo il nostro sdegno", questo il titolo della lettera, provocò invece le reazioni dei personaggi che avevano preso civilmente parte alla manifestazione che, alla fine, si svolse senza nessun incidente. Franca Rame la definì una terrorista dal palco della manifestazione, durante il corteo in marcia anche cartelli con insulti nei confronti della scrittrice. Poi lo scontro con Sabina Guzzanti, a distanza s'intende, che l'aveva imitata nel corso della manifestazione. Si scrisse e si accusò la Guzzanti di aver deriso il cancro che la Fallaci contrasse, che la portò alla morte nel 2006. In realtà tra i manifestanti, mentre la Guzzanti fece l'intervento, gridarono: "Ti venisse un cancro", la comica replicò: "Già m'è venuto, ti venisse a te e la tu'mamma". Nonostante questo, il mondo delle istituzioni solidarizzò con la Fallaci che così intervenne:

Giovanotta, essendo una persona civile io le auguro che il cancro non le venga mai. Così non ha bisogno di quell'esperienza per capire che sul cancro non si può scherzare. Quanto alla guerra che lei ha visto soltanto al cinematografo, per odiarla non ho certo bisogno del suo presunto pacifismo. Infatti la conosco fin da ragazzina quando insieme ai miei genitori combattevo per dare a lei e ai suoi compari la libertà di cui vi approfittate.

E nel suo libro, "La Forza della Ragione", la definì come "un'oca crudele che mi impersona con l'elmetto in testa e deride la mia malattia". Non erano buoni i rapporti nemmeno con la Sinistra. Nei giorni delle polemiche fiorentine, l'allora segretario di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti, di lei disse:

Oriana Fallaci si è ormai distinta per questa avversione e a tutte le diversità, a tutte le differenze, cioè in realtà all’umanità.

Una delle frasi simbolo, sempre in replica ai fatti del 2002, resta sicuramente questa:

E nessun giullare che mi bercia addosso in piazza, nessun lanzichenecco che imbratta la mia fotografia in Tv, nessun'oca crudele che mi impersona con l'elmetto in testa e deride la mia malattia riuscirà mai ad impedirmelo. Nessun corteo di cialtroni che marciano levando cartelli su cui è scritto «Oriana-puttana» o «Fallaci-guerrafondaia» riuscirà mai a intimidirmi, a zittirmi. Nessun figlio di Allah che invita a punire-la-cagna-infedele riuscirà mai a spaventarmi, a stancarmi. Mai. Anche se sono alla sera della vita cioè non ho più l'energia fisica della gioventù. Perché è una sera che intendo vivere, bere, fino all'ultima goccia

Oriana Fallaci nel corso della sua vita professionale ha espresso durissime dichiarazioni e posizioni sempre nette contro l'aborto, contro quelle che lei definiva le "lobby dei gay", nonostante fosse grande amica di Pasolini, contro l'eutanasia e attaccò la Corte Costituzionale quando, nel 2004, dichiarò illeggitimo costituzionalmente l'art.14 della Bossi-Fini, la legge che disciplina l'immigrazione. L'articolo prevedeva l'arresto obbligatorio per gli stranieri trattenutisi in territorio italiano anche dopo provvedimento d'espulsione.

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