Ha suscitato grande polemica un servizio trasmesso da ‘Chi l'ha visto?‘, nella puntata andata in onda mercoledì 13 settembre. L'inviata Paola Grauso si trovava a casa dei genitori del fidanzato di Noemi Durini, la sedicenne di Specchia (in provincia di Lecce) trovata morta in un campo nei pressi di Castrignano del Capo. È stata la stessa giornalista a comunicare alla madre e al padre di L.M. che il figlio aveva confessato l'omicidio. La trasmissione ha filmato la reazione apparentemente disperata dei genitori del presunto assassino di Noemi. Così, si sono scatenate le polemiche.

La difesa di Paola Grauso

Nel corso della fascia quotidiana di ‘Chi l'ha visto?', trasmessa venerdì 15 settembre, Paola Grauso si è difesa dando la sua versione dei fatti:

"Io ho fatto semplicemente il mio lavoro. Sono entrata in quella casa quando ancora Noemi era scomparsa. Ho letto che si dice ‘Tutto succede proprio quando va in onda ‘Chi l'ha visto?', queste cose si commentano da sé. Noi siamo spesso in quei posti perché lavoriamo".

È entrata poi nei dettagli di come si sarebbero svolti i fatti:

"Io vado in questa casa per vedere se c'è qualche arresto, visto che dalla sera prima si parlava di indagati, forse arrestati. C'era confusione. Trovo i genitori del ragazzo fuori che, con mia sorpresa devo dire, mi dicono ‘Oh signora venga dentro che le raccontiamo la nostra versione dei fatti'. Io sono entrata con la mia troupe e loro erano consenzienti e contenti. Inizio a registrare e loro mi raccontano. È durata 40 minuti, non gli 11 che sono andati in onda. Abbiamo fatto un lavoro di pulizia e questa è deontologia giornalistica e lo sottolineo. Abbiamo levato tutti gli insulti pesantissimi che quest'uomo ha rivolto verso Noemi, una ragazzina di 16 anni che era scomparsa con una probabilità alta che fosse morta. Dopo 30 minuti di improperi pesantissimi arrivano le comunicazioni da parte della redazione. Il telefono squilla insistentemente, all'inizio non rispondo perché sto facendo l'intervista. Poi vado a vedere e apprendo che la ragazza è stata trovata morta e che il ragazzo ha confessato. In quel momento, il padre mi continuava a dire ‘Mio figlio è la vittima, è stato manipolato dalla ragazza, ha tanto sofferto e non le avrebbe mai fatto male, vedrete che non c'entra niente'. A quel punto gli ho dovuto dire ‘Scusate ma qui mi arriva una notizia che è l'opposto ed è una notizia certa'".

Paola Grauso, poi, ha spiegato che nel pomeriggio si è ragionato sulla possibilità di mandare in onda o meno il servizio:

"Poi arriva la notizia che quest'uomo è indagato per aver aiutato il figlio ad occultare il cadavere… è sospettato di questo. Se ciò fosse vero, sapeva già cosa era successo alla ragazza e cosa aveva fatto il figlio. Al momento della discussione tra di noi e degli insulti, lui era già al corrente e ciò è ben più grave".

Quindi ha concluso:

"Questo è un documento, quello che si vede non è più il dolore perché apprendono che la ragazza era morta, è il dolore perché il figlio è andato a confessare. Loro già sapevano che il figlio aveva ammazzato Noemi".

L'intervista ai genitori del fidanzato di Noemi Durini

L'intervista andata in onda mercoledì 13 settembre, vede Biagio Marzo – padre di L.M. – inveire contro Noemi Durini accusandola di aver incitato il figlio a uccidere i suoi genitori. Inoltre, l'uomo la descrive impietosamente come una "ragazza cresciuta per strada" che ha causato il peggioramento drastico delle condizioni di salute del figlio. Quest'ultimo, nell'arco di poco più di un anno, sarebbe stato sottoposto a tre TSO. Quando Paola Grauso comunica ai genitori di L. che il figlio ha confessato l'omicidio di Noemi Durini, i due urlano:

"È finita. Siamo morti, siete contenti? Avete creato un mostro".

Il caso di Noemi Durini

Noemi Durini è scomparsa all'alba del 3 settembre 2017. La giovane si era già allontanata altre volte da casa, ma come dichiarato dalla nonna, si era sempre mantenuta in contatto con la famiglia. In questo caso, invece, aveva lasciato a casa il cellulare e tutti gli effetti personali. Le indagini si sono concentrate sin da subito sul fidanzato L.M. I due sembravano avere un rapporto burrascoso, in cui – a detta delle amiche della Durini – non sarebbero mancati episodi di violenza. Il 13 settembre, il corpo della sedicenne è stato ritrovato in un campo a Castrignano del Capo e L.M. ha confessato l'omicidio.