In questi momenti duri e difficili, con tutta l'Italia chiamata all'isolamento e a grandi sacrifici con l'emergenza Coronavirus, c'è sempre più bisogno di parole di speranza. La cultura, la tv e il web si mobilitano per sostenere i cittadini in questo periodo di ansia, ma è bello andare a ripescare uno dei momenti più commoventi della storia televisiva italiana: il racconto delle "Quattro candele" che diversi anni orsono ci regalò l'indimenticato Fabrizio Frizzi. Un inno alla speranza che Rita Dalla Chiesa è tornata a condividere sul suo profilo Twitter, non a caso, proprio in questi giorni, a quasi due anni dalla'addio al conduttore.

La storia delle quattro candele

Il video, che sta circolando sul web, è uno spezzone tratto da un programma presentato da Frizzi, che venne riproposto dalla trasmissione Blob dopo la sua scomparsa. Commovente la lettura che Frizzi diede di questo brano, sulle malinconiche note della Cavatina di Stanley Myers in sottofondo.

In una stanza quattro candele, bruciando, si consumavano lentamente. Il luogo era talmente silenzioso che si poteva ascoltare la loro conversazione.

La prima diceva ‘Io sono la pace ma gli uomini non riescono a mantenermi. Penso proprio che non mi resti altro da fare che spegnermi’. E a poco a poco la candela si lasciò spegnere.

La seconda candela disse ‘Io sono la fede ma purtroppo non servo a nulla. Gli uomini non ne vogliono sapere di me e per questo motivo non ha senso che resti accesa’. Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza soffiò su di lei e la spense.

Triste triste, la terza candela a sua volta disse ‘Io sono l’amore e non ho la forza per continuare a rimanere accesa. Gli uomini non mi considerano e non comprendono la mia importanza’. E senza attendere oltre la candela si lasciò spegnere.

In quel momento un bambino entrò nella stanza, vide le tre candele spente e, impaurito per la semioscurità, disse ‘Ma cosa fate? Voi dovete rimanere accese. Io ho paura del buio’. E così dicendo scoppiò in lacrime.

Allora la quarta candela, impietosita, disse ‘Non piangere. Finché io sarò accesa, potremo sempre riaccendere le altre tre candele. Io sono la speranza’. Con gli occhi lucidi di lacrime, il bimbo prese la candela della speranza e accese tutte la altre.

Cosa vuol dire questa storia? Che non si deve spegnere mai la speranza dentro il nostro cuore e che ciascuno di noi può essere lo strumento, come quel bimbo, capace in ogni momento di accendere con la sua speranza la fede, la pace e l’amore

Due anni senza Fabrizio Frizzi

Il prossimo 26 marzo si celebrerà il secondo anniversario dalla scomparsa di Fabrizio Frizzi. Il conduttore è deceduto nel 2018 a soli 60 anni per un'emorragia cerebrale, conseguenza dei problemi di salute con cui conviveva da alcuni mesi. Nell'ottobre 2017, era stato colpito da un'ischemia cerebrale. Immenso il cordoglio del pubblico italiano, che non ha mai dimenticato uno dei conduttori più amati, sempre simbolo di eleganza, garbo e umiltà. In suo onore, la Rai ha rinominato gli Studi Dear di Roma intitolandoli proprio a Frizzi.