Giovedì 18 ottobre, la fiction ‘Non dirlo al mio capo 2‘ saluta il pubblico di Rai1. La serie televisiva prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction e diretta da Riccardo Donna ha registrato ascolti da capogiro. Fanpage.it ha intervistato Gianmarco Saurino che nella serie interpreta l'affascinante e ambizioso avvocato Massimo Altieri. L'attore ha parlato del suo personaggio, del tema del seduttore che ricorre nei ruoli che interpreta e della sua vera personalità, quella dietro la maschera, che al contrario è scandita da timidezza e normalità. Saurino ha anche commentato lo straordinario successo della fiction e la grande partecipazione social degli spettatori. E sulla possibilità di una terza stagione ha dichiarato:

"Non c’è stato ancora modo di sedersi e parlare anche per una questione di tempo. Non so se sia negli interessi della Rai o di Lux Vide. Forse è un po’ prematuro al momento. Non lo so, non saprei dirti. Queste cose, poi, più che da noi attori dipendono dai piani alti. Il fatto che la serie sia andata bene potrebbe essere un incentivo a produrre una terza stagione, ma dipende da tanti fattori. Il finale però lascia speranza sulla possibilità di un seguito".

La fiction ‘Non dirlo al mio capo 2’ ha ottenuto uno straordinario riscontro, vincendo regolarmente la gara degli ascolti. Quali credi che siano gli elementi che ne hanno sancito il successo?

Penso che questa serie abbia la grande capacità di riuscire a unire diversi temi. Non è una serie puramente legal. Trovo interessante, inoltre, che i casi riguardino quasi sempre uno o più protagonisti della serie, mettendoli in discussione ed evidenziandone aspetti inediti. Credo che questo porti il pubblico a immedesimarsi con più facilità.

Parliamo del tuo personaggio, Massimo Altieri. Un giovane avvocato, ambizioso e con un debole per le donne, che nasconde un passato drammatico. Come ti sei preparato per caratterizzarlo?

Per quanto riguarda l’aspetto legal, quindi il personaggio dal punto di vista dell’avvocatura, mi sono ispirato al mondo della serie ‘Suits’. Inoltre, ne ho discusso molto con degli amici appena laureati in giurisprudenza. Mi sono ispirato al loro modo di muoversi, di argomentare, di pronunciare le frasi…gli avvocati spesso enfatizzano le parole. Secondo me se un attore crede fino in fondo a ciò che sta raccontando e attinge alla propria esperienza personale, le cose vengono da sé.

Le storie d’amore che vivi nelle fiction – da quella tra Nico e Monica in ‘Che Dio ci aiuti’ a quella tra Massimo e Cassandra nella serie ‘Non dirlo al mio capo 2’ – sono sempre molto commentate dagli spettatori, che sembrano viverle con grande partecipazione. Come ti rapporti a questo aspetto social del tuo lavoro?

Io sono poco social, ma molto sociale. Mi piace parlare con le persone ma non ho una grande capacità di condivisione su Internet. Non lo reputo né un pregio, né un difetto ma solo un dato di fatto. Però seguo quello che succede e mi piace che le persone si appassionino perché vuol dire che siamo credibili. Non è solo una storia buttata lì in cui gli attori si limitano a dire delle battute ma quando si guardano, si guardano davvero. Le battute sono relative, possono essere belle, brutte, sensate, insensate, ma se riesci a guardarti negli occhi e instaurare un rapporto, la storia d’amore diventa credibile e le persone si rivedono. Questo mi fa felice.

Hai lavorato con due attrici apparentemente molto diverse, Diana Del Bufalo e Aurora Ruffino, come ti sei trovato con ciascuna di loro?

Aurora la conoscevo dai tempi del Centro Sperimentale. Ci siamo conosciuti lì e abbiamo avuto modo di parlare di come avremmo voluto fare questo mestiere. Abbiamo una disciplina attoriale simile e quindi il rapporto sul set è stato molto più immediato. Con Diana è stato diverso. Ha fatto un percorso differente, non ha studiato per diventare attrice ma ci è arrivata attraverso altri canali, però ha una personalità talmente strabordante e sincera, che riuscire a entrare in connessione con lei è semplice, basta ascoltarla. Lavorare con lei è stato molto divertente, lo avevamo già fatto nella fiction ‘C’era una volta Studio1’ e subito dopo in ‘Che Dio ci aiuti'.

A proposito, Diana Del Bufalo non sarà presente nella quinta stagione di ‘Che Dio ci aiuti’…

È brutto lasciare le cose a metà sia per il pubblico che per noi. Avremmo potuto continuare a raccontare delle cose insieme. Sono scelte di produzione nelle quali non entro in merito, ma mi avrebbe fatto piacere continuare a lavorare con lei.

Tu invece ci sarai, quindi tornerà Nicodemo Nunzio Maria Santopaolo. Puoi anticiparci come si evolverà il tuo personaggio?

Alla fine della quarta stagione Nico si era finalmente aperto, poi però gli sono entrati a gamba tesa sul ginocchio: Monica (personaggio interpretato da Diana Del Bufalo, ndr) è andata via e con lei anche Edoardo a cui lui si era molto affezionato. Questa cosa si ripercuoterà sul personaggio e lo porterà a chiudersi. L’inizio della quinta stagione sarà drammatico, soffrirà per la mancanza di Monica. L’unica cosa che Nico sa fare per non soffrire è scappare. Ma ci sarà un grande elemento, che non posso anticipare, che lo costringerà a rimanere.

C’è una curiosità su di te che i tuoi fan sarebbero sorpresi di scoprire?

Io sono la persona più timida dell’universo. Sono il contrario rispetto ai vari personaggi che ho interpretato in questi anni. Non sono un seduttore, una persona sicura di sé. La mia stranezza forse risiede nella mia assoluta normalità. Sono il ragazzo che trovi dal cinese sotto casa, vivo in periferia, ho sempre gli stessi amici e mi diverto un sacco a far finta di essere qualcun altro.

Dopo il gran finale di ‘Non dirlo al mio capo 2’ dove ti rivedremo?

A gennaio su Rai1 con ‘Che Dio ci aiuti 5’. Per quanto riguarda televisione e cinema, ci sono una serie di progetti aperti che ancora non si possono raccontare. Continuerò a lavorare tanto in teatro, farò delle tournée molto lunghe che dureranno tutto il prossimo anno. Tanto, tanto palcoscenico. Una cosa che mi rende felice e appagato. Per il resto, chi vivrà vedrà.