Nino Frassica è, sicuramente, tra gli attori più amati del mondo dello spettacolo. La sua comicità, a dir poco esilarante, è uno dei tratti distintivi del suo personaggio e in tanti anni di carriera, passando dalla televisione al cinema, ha sempre mantenuto vivo questo lato scherzoso e schietto, che gli ha permesso di rapportarsi a grandi nomi delle tv come Renzo Arbore. In una lunga intervista ripercorre la sua carriera dagli inizi e parla della suo rapporto con la televisione di oggi.

Gli inizi con Renzo Arbore

Ormai è uno dei volti noti di alcune fiction di successo, oltre che ospite fisso di Fabio Fazio nella sua annosa trasmissione, ma Nino Frassica inizia la sua carriera nel varietà, approcciandosi con un modo di fare spettacolo, ma soprattutto televisione, che mirava al puro intrattenimento, inteso come capacità di divertire e sollazzare il pubblico a casa servendosi di una comicità genuina, ma mai banale. Una capacità non da tutti, che se per certi versi è innata, per altri è il frutto di una preparazione e una libertà di espressione che, paradossalmente, adesso tende a mancare, come il comico siciliano racconta in una lunga intervista, rilasciata di recente dove ricorda gli inizi con il suo mentore, Renzo Arbore:

Lessi che Andy Luotto aveva fatto la stessa cosa. Cercai il numero di Renzo sull’elenco. Era sotto Lorenzo. Provai e riprovai. Pensai: se mostro di essere bravo non gliene frega nulla, devo meravigliarlo. Così ogni tanto lasciavo un messaggino per incuriosirlo, ma non lasciai i miei recapiti. Renzo ha sempre detto che quando sentì il primo messaggio stava mangiando una mela e quasi si strangolò. Mandavo cose tipo, “ah, lei non è in casa. La richiamo stanotte alle quattro. Grazie. Lasciai finalmente numero e recapito. L’indomani non ero in casa, rispose mia mamma all’oscuro di tutto. Non ci credeva. Lo richiamai subito. Mi disse: quando passi da Roma vienimi a trovare. Il giorno dopo, per caso, ero a Roma.

Il rapporto con la comicità odierna

La sua brillante carriera è nata così, grazie ad una telefonata, cosa che attualmente nonostante viviamo in una società iperconnessa sarebbe quasi impensabile, perlomeno difficile da realizzare. Ed è proprio sulla comicità di oggi che Nino Frassica spende alcune parole piuttosto dure, anche severe, nei confronti di un modo di suscitare il riso che spesso scade nella banalità perdendo quel briciolo di genialità che serve per creare una battuta d'effetto, che resti nel tempo, cosa che vale anche per la parodia e per la satira. A questo proposito parla di Maccio Capatonda e del suo rapporto con il web:

Oggi è tutto controllato, studiato, stancante. Eravamo più liberi. L’unico libero oggi è Maccio Capatonda. Vidi subito che era diverso. Soprattutto sul web, dove i comici potrebbero sperimentare ma sono tutti uguali. E poi Maccio ha talento. ‘Omicidio all’italiana’ meritava un David di Donatello”. Su Youtube c’è chi si lamenta, ma sono pochi. Mi chiedo sempre: ma che motivo c’è di scrivere tutto quello che non ti piace sul web? Sai quante cose non ti piacciono nella vita? Ma sono cretini proprio. Sai quante cose non piacciono a me? Devo fare la lista? I peperoni. Come se io entrassi in questo ristorante e dicessi: Non mi piacciono i peperoni. I proprietari direbbero: ‘Ma che caz*o vuole questo?’. I peperoni stessi si offenderebbero.