Nicoletta Mantovani è intervenuta come ospite nella puntata di Verissimo del 14 dicembre, aprendosi nell'intervista a Silvia Toffanin su  aspetti molto personali della sua vita. La vedova del grande tenore Luciano Pavarotti ha compiuto 50 anni lo scorso 23 novembre e si è raccontata a tutto tondo, partendo dalla prima giovinezza: "Sono stata un'adolescente ribelle. Ero una dark, mi truccavo col rossetto nero e mi vestivo di nascosto perché i miei non accettavano questa cosa". Poi, a soli 23 anni, l'incontro con Pavarotti, che le cambiò la vita.

L'amore con Luciano Pavarotti

Un amore che fece scandalo, quello con il cantante lirico, per via dei 34 anni di differenza: "Da giovane giocavo a softball e avevo criticato la relazione tra una ragazza della nostra età e l'allenatore, poi quando le cose capitano a te… Infatti la prima cosa che ho fatto quando mi sono messa con Luciano è stato chiamarli per scusarmi di quello che avevo detto". "Il primo bacio è scoccato sulla corsia di emergenza in autostrada", ha raccontato la Mantovani sugli esordi dell'amore con Pavarotti, "Mi disse: ‘Vieni con me'. Doveva fare un breve viaggio in Europa. Ho detto di no, ma ho accettato di accompagnarlo in aeroporto. Poi però sono salita sull'aereo con lui. Devo dire che la differenza d'età non si sentiva. Lui era il giovane della coppia, è rimasto giovane fino all'ultimo. Insieme a lui ho scoperto di avere la sclerosi multipla".

La lotta alla sclerosi multipla

Proprio la battaglia contro la malattia, diagnosticatale a 24 anni, è stato uno degli argomenti centrali dell'intervista. "Già da giovane avevo degli strani sintomi, perdevo l'equilibrio ma mi dicevano che era una questione di crescita. Poi su consiglio di un medico ho fatto una risonanza magnetica in Usa. Mi hanno detto che avevo la sclerosi multipla, non sapevo nemmeno cosa fosse". A quel punto, lei decise di lasciare Pavarotti perché convinta di non poter stare al suo fianco. Il tenore, però, si oppose:

Lui mi ha detto: "Io fino a questo momento ti ho amato, ora ti adoro. Questa battaglia la vinceremo insieme". Si è aperto un mondo, lui faceva sempre in modo che non mi compiangessi, mi spronava. Mi diceva di vederla come un'opportunità di crescere e apprezzare le cose. Non voleva che parlassi della malattia, perché avrei rischiato il giudizio sbagliato degli altri, diceva che prima dovevo fortificarmi. All'inizio è stata durissima, ma lui con la sua felicità contagiosa mi dava quello spirito per crederci. Un medico mi disse che non avrei mai più giocato a tennis, e Luciano mi regalò una racchetta. Il momento più difficile è stato dopo la scomparsa di Luciano, questa malattia risente del tuo umore. Poi ho conosciuto il dottor Zamboni e ho fatto un intervento. Sostiene che la sclerosi in certe persone dipenda da un problema alle vene, proprio due giorni fa una ricerca americana ha dato ragione ai suoi studi (il metodo è stato oggetto di forti controversie, ndr). Oggi conduco una vita normalissima, la facevo anche prima ma non ho più avuto attacchi o problemi alla vista.

La gravidanza difficile e la nascita della figlia Alice

La relazione con Pavarotti, iniziata nel 1994 e culminata nel matrimonio del 2003, fu coronata dalla nascita della figlia Alice, che ora ha 16 anni. La gravidanza fu molto delicata e il parto fu complicatissimo. Purtroppo non sopravvisse il gemello Riccardo.

Sono rimasta incinta di due gemelli e di un "terzo incomodo": avevo una massa tumorale che rischiava di trasformarsi in metastasi. Volevano che abortissi e ho detto di no. Luciano era preoccupato, ma una mamma sente certe cose. Un medico mi disse che aveva visto 5 casi come il mio e che erano andati tutti male. Ho fatto la gravidanza a letto, un giorno improvvisamente non si sentiva più il battito di Riccardo. Mi hanno fatto un cesareo d'urgenza ed è nata Alice. Da lì è scattato l'amore ma anche l'ansia che mi accompagna fino a oggi, sono una mamma molto ansiosa.

Un nuovo amore dopo Pavarotti

Nel 2007, Pavarotti è morto a causa di un tumore. Il suo ricordo è ancora molto vivo in Nicoletta: "Luciano amava tutti, la sua prima famiglia, noi. Credo che sia ancora al fianco di tutti noi. Spesso nei momenti di difficoltà mi affido alle sue parole. Sono stata benedetta a incontrarlo". Qualche tempo dopo la sua scomparsa, la Mantovani si è legata a un altro uomo, Filippo Vernassa. La loro relazione, però, si è successivamente conclusa.

Luciano ha sempre voluto che io andassi avanti. Era sempre positivo, voleva godere la vita in ogni secondo. Mi ha sempre detto che quando finì in coma a 12 anni fu il suo punto di svolta. Emanava una forza magnetica, voleva che tutti fossero contenti. I primi due anni sono stati complessissimi, ma ho avuto la mia famiglia, il mio studio, Alice, che ha preso la saggezza del papà. Ho ricominciato con Filippo. Siamo andati a vivere quasi subito e abbiamo vissuto insieme 7 anni, ma poi è finita. Sono quasi tre anni che non siamo più insieme, ora vediamo questi 50 anni cosa ci portano.