Durante l’ultima puntata de La vita in diretta, Alberto Matano ha interrotto il collegamento con un’inviata che da Napoli stava documentando il tributo a Diego Armando Maradona. Decine i giovani che si erano radunati intorno alle telecamere della trasmissione per ricordare il campione scomparso in un momento in cui, purtroppo, gli assembramenti non sono consentiti e la Campania resta ancora una zona rossa a causa della pandemia di coronavirus. Se ne è reso conto il giornalista che, registrato l’assembramento, ha deciso di interrompere la diretta da Napoli.

Alberto Matano: “Non è qualcosa che possiamo documentare”

Dopo solo qualche istante di diretta, Matano ha deciso di interrompere il collegamento: “Antonella, scusami, ritorno in studio anche perché vedo che lì ci sono tanti ragazzi senza mascherina”. A preoccuparlo, il fatto di documentare la calca di persone a Napoli in un momento in cui gli assembramenti sono vietati: “Chiaramente, questo non deve accadere. Non voglio fare il censore di nessuno. Stiamo raccontando il ricordo di Maradona ma quell’assembramento senza mascherina non lo voglio vedere quindi togliamo il collegamento da Napoli, per favore, perché è una cosa che non possiamo neanche documentare in questo momento. Non esiste che si possa vedere questo. Capisco il ricordo ma dobbiamo ricordarci che siamo nel pieno di una pandemia e dobbiamo stare molto attenti” (qui il video).

La vita in diretta prosegue senza collegamenti da Napoli

Dopo la puntualizzazione di Matano, La vita in diretta è proseguita senza altri collegamenti in diretta da Napoli. Sono centinaia i tifosi che si sono radunati all’esterno dello stadio San Paolo per il tributo a Diego Armando Maradona, morto a 60 anni in seguito a un arresto cardiorespiratorio. Sui social, gli spettatori de La vita in diretta hanno applaudito alla decisione del giornalista di interrompere il collegamento per evitare di trasmettere assembramenti in un momento in cui gli stessi sono vietati.