Morta Maria Grazia Capulli, giornalista, scrittrice e volto noto della redazione del Tg2, per il quale aveva condotto l'edizione delle 13,  diverse rubriche, come "Salute", "Costume e Società" ed alcune culturali (TG2 Neon Libri, Achab Libri), oltre a diverse inchieste in passato delle quali è stata protagonista. La giornalista aveva 55 anni e, a rendere noto il triste annuncio del suo decesso sono state le redazioni giornalistiche Rai. Il Tg1 ha infatti dedicato un'immagine a tutto schermo a Maria Grazia Capulli annunciando: "E' morta Maria Grazia Capulli, collega del Tg2, ci stringiamo attorno alla redazione e alla famiglia". Al momento non sono ancora note le cause della morte di Maria Grazia Capulli, pare tuttavia che tempo fa avesse sconfitto un brutto male che, probabilmente, non era stato debellato del tutto. Ma in merito alle cause precise si attendono maggiori dettagli. A dare conferma della scomparsa della giornalista è proprio il direttore del Tg2 Masi, su Twitter:

La biografia professionale di Maria Grazia Capulli

Marchigiana, nata a Macerata nell'agosto del 1960, è arrivata in tv dopo una gavetta di diversi anni. Il percorso professionale della Capulli l'ha vista passare, dopo un curriculum universitario di tutto rispetto con laurea e lode in lettere classiche, per due quotidiani noti come il Corriere Adriatico e Il Messaggero. Venne assunta in seguito in Rai, diventando un'inviata speciale della redazione del Tg2. Nel 2013 divenne stabilmente il volto dell'edizione delle 13, dopo una piccola parentesi nell'edizione serale delle 20,30. Va anche sottolineato che nel decennio scorso, in particolare nel 2004, è stata inviata Rai da Parigi. Impegnata in ambito culturale, è stata anche conduttricedi alcune edizioni dei più noti premi letterari italiani come Strega, Campiello, Viareggio, Scanno, Giuseppe Dessì . È stata inoltre un membro della giuria tecnica del "Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice" e del Premio Castiglioncello.

Il ricordo di Clemente Mimun, suo pigmalione nel 1996

Alla fine degli anni Ottanta, lavorava già in Rai quando fu notata da Clemente Mimun, che successivamente, nel 1996, le affidò la conduzione del Tg delle 13.00. Si narra che Maria Grazia Capulli lo colpì molto a seguito di una simpatica intervista a Piero Chiambretti, allora conduttore del Festival di Sanremo, che alla fine la baciò per scherzo. È così che oggi Clemente Mimun le ha dedicato un pensiero, ricordandola pubblicamente:

Maria Grazia Capulli: "Vorrei condurre un programma che parli di un'Italia sana"

In un'intervista rilasciata a Gpmagazine, Maria Grazia Capulli si era raccontata attraverso aneddoti di vita professionale e privata, con la semplicità che da sempre la contraddistingueva:

Mi piace raccontare un episodio serio ed uno più leggero. Il primo riguarda un periodo dove ero corrispondente da Parigi. Anche per via della lingua che so parlare molto bene, capitai l’anno durante il quale andarono a fuoco diverse case d’immigrati. Poiché stetti fuori per diverso tempo, oltre a raccontare cosa accadeva, volli andare di persona a vedere i disagi di queste povere famiglie vittime dei soprusi. Fu un’esperienza molto forte ritrovarmi in case di 30 metri quadrati  dove vivevano in quindici persone, compresi i bambini. Non dimenticherò mai quegli occhioni grandi. Quando rientrai in Italia mi dissero ‘te la sei spassata a Parigi!’, dando per scontato che certi luoghi rappresentano solo divertimento e bella vita ma in realtà per me fu un’esperienza molto toccante e tutt’altro che divertente. Un altro episodio riguarda un passerotto che mi fece compagnia per una settimana intera durante la mia conduzione del Tg. Si posizionava sul mio tavolo ed era in onda con me, ma quando facevo i lanci stava zitto mentre quando andavano in onda i servizi cinguettava. Solo dopo qualche giorno sono riuscita a prenderlo e a liberarlo.

Al giornalista che le chiese quale alternativa televisiva le sarebbe potuta appartenere, per variare la sua dimensione da TG, la Capulli rispose:

Lavorare al TG è molto bello. Gli studi che ho fatto mi hanno portato verso questa direzione. Vengo dalla provincia e per me è sempre stato un sogno grande fare quello che faccio, però più passa il tempo e più mi rendo conto che c’è anche un’Italia generosa. Mi piacerebbe condurre un programma dove si potessero raccontare le cose belle che si fanno per gli altri. Noi siamo abituati a divulgare cronaca nera, fatti drammatici però nel campo del sociale c’è anche un’Italia altruista  che pochi conoscono. Non riguarda solo i volontari ma anche le persone comuni, come un imprenditore che fa lavorare i detenuti nel campo dell’artigianato poi vende i loro lavori e porta poi ad essi i soldi guadagnati per dar loro la possibilità, una volta fuori, di non delinquere di nuovo. Ecco, mi piacerebbe condurre un programma che parli anche di un’Italia sana.

Daniela de Robert, collega di Maria Grazia Capulli: “Credeva nel bello della vita”