A sinistra Michele Morrone nei panni di Ares, a destra nel ruolo di Marcello My
in foto: A sinistra Michele Morrone nei panni di Ares, a destra nel ruolo di Marcello My

Dopo il successo della fiction di Rai1 ‘Sirene', Michele Morrone torna in tv con un ruolo molto diverso. Il simpatico tritone Ares, infatti, cede il passo a un uomo pericoloso e senza scrupoli. L'attore interpreta Marcello My – uno dei due esecutori materiali dell'omicidio di Renata Fonte – nella fiction di Canale 5 ‘Una donna contro tutti‘. A Fanpage.it, Michele Morrone ha espresso la sua stima nei confronti dell'assessore del Comune di Nardò Renata Fonte. Per interpretare l'assassino, di cui si hanno a disposizione ben poche informazioni, l'attore ha affrontato oltre a una trasformazione fisica anche un'impegnativa caratterizzazione psicologica. Una piccola curiosità a pochi giorni dal Festival di Sanremo 2018: Morrone era tra i candidati alla conduzione.

Dal tritone Ares di ‘Sirene' a Marcello My

Da un ruolo positivo e puro come il tritone Ares, sei passato a un personaggio diametralmente opposto come l'assassino di Renata Fonte… "Sì, è stato un po' come togliere una giacca di pelle e mettere una giacca di jeans, non c'entrano assolutamente niente. Ero reduce dalla grande famiglia di ‘Sirene' e ho dovuto cambiare completamente mood. Sono dovuto passare da un tritone simpatico a Marcello My, un uomo che scende a compromessi e capace di tutto per soldi".

Per interpretare un personaggio così negativo, hai dovuto scavare nel lato più oscuro della tua personalità per cercare gli elementi giusti per caratterizzarlo? "In realtà, pur andando a fondo non credo di avere un lato così oscuro. Certo, anch'io ho i miei scheletri nell'armadio e i miei segreti come tutti. So essere cattivo ma non fino a quel punto. Per interpretare Marcello My ho dovuto creare il personaggio e le sue caratteristiche. Sono partito quasi dal nulla. Dopo il caso Fonte, Marcello My è stato arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: trasportava piante di marijuana. Ma, a parte questo, su di lui si sa veramente poco. Avevo a disposizione solo una fotografia. Ho deciso di interpretarlo come un uomo introverso, nervoso, scontroso, sempre sull'attenti e pronto alla rissa".

Michele Morrone nei panni di Marcello My, una foto di scena
in foto: Michele Morrone nei panni di Marcello My, una foto di scena

La trasformazione per interpretare l'assassino di Renata Fonte

Per interpretare Marcello My hai trasformato anche il tuo corpo. Hai preso 10 chili. Come hai fatto a prendere peso? Sei stato seguito da uno specialista? "No, ho mangiato come un maiale (ride, ndr). Ho fatto tutto da solo. Mangiavo tantissimi carboidrati. Zero palestra. Trasformare il mio corpo mi ha aiutato a calarmi ancora di più nei panni di un uomo così rozzo. Tra l'altro venivo dal set di ‘Sirene', dove – per interpretare Ares – avevo mangiato solo patate dolci e pollo per settimane. Se ho fatto fatica a tornare in forma? Devo dire di no. Ho 27 anni e un metabolismo molto veloce. Con un po' di allenamento e dieta ce l'ho fatta".

Sei originario di un'altra area della Puglia – precisamente Bitonto – rispetto a quella che fa da sfondo alla vicenda di Renata Fonte. Come è stato per te cimentarti con il dialetto neretino? "È stata un'esperienza difficile. Per me è stato come studiare un'altra lingua. Il dialetto bitontino è completamente diverso da quello di Nardò. Ho fatto davvero fatica a comprenderlo. Tuttavia con impegno e anche grazie a un attore del posto, abbiamo tradotto ogni singola battuta in neretino".

La stima per Renata Fonte e l'appello agli spettatori

Renata Fonte
in foto: Renata Fonte

Avresti avuto il coraggio di sostenere la stessa battaglia portata avanti da Renata Fonte? "Sicuramente non avrei avuto il coraggio di battermi come ha fatto lei, in primis perché ho due figli. Rischierei la vita solo per loro. Mi inchino davanti alla determinazione di Renata Fonte. La stimo tantissimo".

Cosa ti senti di dire agli spettatori che assisteranno alla fiction ‘Una donna contro tutti'? ”È importante ricordare perché queste cose non devono più succedere. È essenziale che lo comprendano soprattutto coloro che sono ancora invischiati in quella mer*a. Il messaggio dovrebbe essere proprio rivolto a loro. Mi piacerebbe che ne comprendessero il significato. Mi rivolgo soprattutto ai giovani che si avvicinano al mondo della criminalità: non fatelo, ci sono milioni di modi – certo, a volte anche molto più duri – di guadagnare i soldi, ma molto più dignitosi e onorevoli".

Morrone era tra i candidati alla conduzione di Sanremo 2018

Tra i candidati alla conduzione del ‘Festival di Sanremo 2018' è spuntato anche il tuo nome…"Sì, eravamo candidati io, Argentero, Favino e Accorsi per affiancare Baglioni e Michelle Hunziker, poi – giustamente – hanno scelto Favino. Lui sa intrattenere il pubblico, io probabilmente avrei fatto una brutta figura. Sento di non avere ancora la maturità giusta per sostenere un evento così serio e importante. Quando mi è arrivata questa notizia, infatti, ero incredulo".

All'attività di attore affianchi anche iniziative benefiche, di cosa ti stai occupando in questo momento? "Sto seguendo un'associazione che si chiama AraRisorseAutismo. Hanno comprato un casolare alla periferia di Roma, che in futuro – quando i loro genitori non ci saranno più – accoglierà ragazzi che soffrono di autismo. Trovo che sia una cosa molto bella. Tengo davvero tanto a loro e a questa iniziativa".