Era il 7 luglio del 1979, quando "Mork e Mindy" andava per la prima volta in onda in Italia. Erano tempi, quelli, in cui l'idea dell'incontro con creature del terzo tipo era il fulcro delle curiosità umana. La fine degli anni Settanta coincideva con il primo decennio trascorso dall'allunaggio (tra poco si festeggerà il cinquantennale), la più grande impresa umana di sempre e le influenze di quella notte si ripercuotevano ancora sull'immaginario. Ecco che la storia dell'incontro tra Mork, un alieno umanoide atterrato sul nostro pianeta con un'astronave a forma di uovo, e Mindy, prototipo dell'americana ragazza della porta accanto, si inseriva in quella scia di racconti fantascientifici che rispondeva ad una domanda del pubblico televisivo. Oggi non potremmo dire lo stesso, visto che dovremmo concentrarci per capire come stiamo distruggendo il nostro di pianeta, più che per la brama e il timore di avvistare un Ufo proveniente da un mondo diverso.

"Mork e Mindy" esordì per la verità sulla ABC nel 1978, un anno prima dell'arrivo in Italia dove venne trasmessa prima da Rai2, poi successivamente dalle reti Mediaset. Quattro in tutto le stagioni, andate in onda in un quadrienno negli Stati Uniti, ma con una lunga attesa in Italia tra le prime due stagioni (1978-1980) e le successive (1984).

Inutile rimarcare come il valore della serie si sia ampliato successivamente grazie alla presenza del protagonista, Robin Williams, il cui talento comico e attoriale manifestatosi nel corso della sua carriera si è riverberato a ritroso, contaminando i lavori dei suoi esordi nel mondo dello spettacolo. E Williams, oltre ad esserne stato il protagonista, ha fatto essenzialmente da ponte tra "Happy Days", prendendo parte a degli episodi, e "Mork e Mindy" che del telefilm con Henri Winkler e Ron Howard era uno spin off dichiarato.

C'è anche da dire che, proprio per quel suo attaccarsi a un pensiero sotterraneo ma costante del genere umano ad ipotetici incontri del terzo tipo, "Mork e Mindy" ebbe anche un suo valore culturale capace di andare oltre l'elemento di semplice svago quale il motto "Nano nano" poteva essere, calando le abituali modalità di comportamento e azione tra esseri umani possano essere ribaltate o alterate anche solo dall'ipotesi di avere un incontro con un essere di cui nulla si possa sapere o immaginare. Una su tutte? L'umorismo non è concesso sul pianeta Ork.