Tra i volti sui quali la nuova Rai2 di Carlo Freccero ha puntato in modo strutturale, c'è sicuramente Morgan. Non solo per la sua partecipazione al nuovo "The Voice" condotto da Simona Ventura, ma anche per lo spazio a lui concesso in qualità di narratore di storie e grandi personaggi della storia della musica. Tutto era iniziato con lo speciale dedicato ai Queen, sull'onda fortunata del biopic dedicato alla vita di Freddie Mercury che ha registrato incassi record nelle sale. Martedì 18 giugno è stata la volta di David Bowie, nei confronti del quale Castoldi non ha mai negato una passione insana.

Eppure le cose non sembrano essere andate per il meglio. Se l'impostazione non è stata molto dissimile dallo special dedicato ai Queen, con un concerto intervallato da inserti in cui Morgan ha raccontato Bowie attraverso l'esecuzione di alcuni estratti dei suoi pezzi più famosi, è stato lo stesso cantautore a mostrarsi insoddisfatto, spiegando in un lungo post su Facebook di non essere contento del risultato finale, figlio di un montaggio del quale non intende assumersi responsabilità.

Io non sono responsabile del montaggio di quello che è andato in onda ieri sera – scrive Morgan su Facebook – e posso garantire che di quel che è stato registrato è praticamente andato in onda meno del 10% per ciò che riguarda il ‘racconto’, e mi imbarazza un po’ che si sia utilizzato il titolo ‘Morgan racconta Bowie’, visto che a conti fatti non è stato praticamente usato il mio materiale narrativo che era attinto estemporaneamente da una bozza di ben 71 pagine che avevo preparato come traccia. Anche le informazioni che erano in sovraimpressione non provengono da me tantomeno dal mio testo, che evidente è stato completamente snobbato dalla produzione del programma.

La polemica di Morgan è incentrata sull'anima didascalica emersa dal prodotto andato in onda su Rai2, contestando la maggior parte delle scelte fatte per il confezionamento finale del docu-concerto:

Ho apprezzato ovviamente il concerto che conoscevo benissimo e anche le performance musicali, nonostante anche quelle tutte amputate delle introduzioni e delle code in cui spiegavo alcuni dettagli della musica di David Bowie e della sua particolarità, facendo esempi pratici e strumentali. Posto che comunque non avevo intenzione di essere una presenza invasiva nel concerto, mi scuso con quelli che avrebbero gradito più ‘racconto’ dal mio punto di vista e meno ‘Wikipedia’ in grafica.
Ah, anche le traduzioni dei testi erano completamente diverse da quelle che potete leggere nell’allegato che metterò e le ho trovate infatti poco poetiche e musicali e molto da ‘traduzione letterale’, cosa che non è mai stata mia intenzione.

Tuttavia l'artista, che sta vivendo un momento particolarmente turbolento per quel che riguarda la sua vita personale, alle prese con il rischio di sfratto dalla sua casa storica in seguito a un pignoramento, cerca di vedere le cose in positivo e conclude così il suo messaggio di spiegazioni:

È andata così, poteva andare molto meglio ma come si suol dire:
il meglio è nemico del bene. Accontentiamoci. Meglio che niente.
Aggiungo che se fosse stato nelle mie facoltà avrei sicuramente optato per trasmettere un concerto da una tournée degli anni novanta, magari Outside o Earthling tour, perché avremmo visto un David Bowie molto più moderno e valido per i nostri tempi, molto più inedito, e se mi permettete anche più interessante dato che personalmente, conoscendo tutta la sua storia musicale, ritengo che dal vivo l’apice si trovi proprio in quella decade dove c’è stata molta innovazione ma anche molta maturità. Bowie ha fatto dei capolavori negli anni 90 e 2000 e ancora siamo qui a parlare di Ziggy che, per carità, è una cosa storica e mitologica, ma c’è molto altro se proprio vogliamo ‘raccontare’ chi è stato veramente David Bowie. Modesta opinione.