Nella nuova Rai2 di Carlo Freccero c'è tanto spazio per la musica: non solo con il rilancio del talent The Voice of Italy (che dovrebbe essere affidato a Simona Ventura), ma anche con la celebrazione, finalmente in prima serata, dei grandi che hanno fatto la storia del rock. È stato il felice caso dello "Speciale Freddie Mercury" andato in onda giovedì 24 gennaio per ripercorrere la sfavillante carriera dei Queen con un padrone di casa d'eccezione: Morgan, tornato nel prime time Rai con uno spettacolo perfetto per lui, forse in vista di un passaggio proprio a The Voice come giurato. Peccato che lo speciale, baciato da un ottimo risultato in termini di ascolti (1.580.000 spettatori per il 6.81% di share, con la concorrenza di "Che Dio ci aiuti" e Isola dei Famosi), sia stato apprezzato dai fan ma pesantemente criticato proprio per gli intermezzi di Morgan tra i vari filmati di repertorio dedicati ai Queen.

Il bello del rock in prima serata

Precisiamo che gran parte della serata-tributo è stata dedicata proprio ai video delle esibizioni live di Freddie Mercury e soci, e che i pochi segmenti registrati in studio, con Morgan rivolto a un pubblico di giovani presenti, non hanno tolto spazio alla messa in onda dei brani. Vero è che i Queen sono ritornati prepotentemente "di moda" negli ultimi mesi con lo straordinario successo al cinema del film biografico Bohemian Rhapsody, grazie al quale le loro canzoni sono di nuovo in classifica e stanno fiorendo musical e iniziative varie per celebrare il genio di Mercury. Resta il fatto che parlare di rock in prima serata nella tv italiana di oggi, schiacciata tra reality, trash, dibattiti e volgarità, è qualcosa di davvero straordinario. Tanto più che la maggior parte degli attacchi piovuti su Twitter contro Morgan risulta gratuita e sterile.

Gli strali contro Morgan

Cos'ha fatto Marco Castoldi nello speciale dedicato a Freddie? Ha raccontato i Queen a chi li conosce e li ama e al pubblico più giovane che è pronto a scoprire una band centrale nella storia della musica, ha esplorato la personalità di un mito ancora oggi per certi versi difficile da classificare ("Se Freddie Mercury fosse veramente il re, a me starebbe bene la cosa. Lui ha saputo farsi amare da tutti, gli perdoneremmo qualsiasi cosa. E poi cantava da Dio") e ha dato il giusto spazio agli altri membri della band, Brian May, John Deacon e Roger Taylor. Ha regalato curiose bizzarrie (il taglio di capelli tra un intermezzo e l'altro) e ha anche cantato: la voce non sarà più quella dei tempi d'oro dei Bluvertigo, ma perché scandalizzarsi e lanciare strali (parlando addirittura di "scempio") su quelle che, più che esecuzioni, sono state un semplice omaggio, tra cantato e parlato, tra traduzione e lezione di storia musicale? Morgan ha solo fatto quello che sa fare meglio. Semplicemente parlare di rock con una passione e una preparazione che oggi pochi volti televisivi italiani padroneggiano (peccato che ad Amici non se ne siano accorti): "Canto non perché voglio assomigliare a Freddie Mercury, ma perché mi diverto". E scusate se è poco.