Un fulmine a ciel sereno. Mentre nelle mail dei giornalisti arrivava a ora di pranzo il comunicato stampa del secondo appuntamento di “Amici Celebrities” con ospiti Alessandra Amoroso e Irama, Dagospia ha lanciato la bomba: “Milly Carlucci attraverso il suo legale invia a Mediaset una sonora diffida. il motivo? Secondo la conduttrice ‘Amici Celebrities' avrebbe copiato il format di ‘Ballando con le stelle‘”. Una accusa ben precisa verso un format che esiste da 19 anni ed è stato ideato proprio da Maria De Filippi.

La strana smentita di Milly Carlucci

Fanpage.it ha contattato Mediaset che ha confermato: “Sì, è vero abbiamo ricevuto la diffida. Da parte nostra nessuna replica”. Anche dalla Rai sono caduti dalle nuvole, dal momento che sarebbe un'iniziativa presa da Milly Carlucci stessa e non per conto dell'azienda di Stato. La diretta interessata su Twitter scrive poi: "Mi giunge notizia che avrei inviato una diffida a Mediaset. Non esiste nessuna diffida". Il giallo si infittisce, ma a Mediaset hanno in mano le carte dell'avvocato della Carlucci.

Amici Celebrities e Ballando con le stelle non coincidono

Al di là di tutto è una vicenda dai contorni paradossali proprio perché i due format messi a confronto non coincidono, se non per la presenza dei “Vip”. Ma andiamo con ordine. Il format originario di “Amici” e il recente “Amici Celebrities” sono praticamente copia carta carbone. Due Squadre, due capisquadra, ossia il vincitore dello scorso anno Alberto Urso e la seconda classificata Giordana Angi, coadiuvati dai ballerini Sebastian e Andreas Muller e Sebastian Melo Taveira. Una giuria di professionisti, in questo caso Mauro Coruzzi alias Platinette, Ornella Vanoni e Giuliano Peparini, che peraltro è anche il direttore artistico dell'edizione classica di “Amici”. C'è il canto e il ballo, ci sono i duetti, il “pongoregolamento” tanto criticato dai social che prevede ogni settimana un meccanismo diverso durante la gara, i voti e le eliminazioni. Insomma nulla di nuovo da 19 anni.

Mediaset e Fascino non replicano

Però a quanto pare la conduttrice di “Ballando con le stelle” ha trovato delle analogie, si presume per la parte riguardante le esibizioni di danza. Il format del talent targato Rai Uno è lo stesso da ben 14 anni e prima di allora a nessuno è venuto in mente di metterlo a confronto con il format di Maria De Filippi. "Ballando con le stelle" mette assieme uno squadrone di vip pronti a cimentarsi in battaglie di ballo per oltre tre ore, assieme a dei maestri. Una giuria con le palette dà i voti e il televoto entra in azione per completare il quadro della classifica. Dunque da dove nasce il “caso”? Mediaset e la Fascino, la società di produzione di “Amici”, fanno sapere a Fanpage.it di non voler replicare alle accuse. Evidentemente la pax televisiva tra le due signore è lungi dal verificarsi. La Carlucci aveva dichiarato di aver invitato la De Filippi a partecipare al programma anche in collegamento, ma quest'ultima ha sempre smentito di aver ricevuto una chiamata. Anzi pare proprio che l'ideatrice di “Amici” abbia contattato la diretta interessata per darle la sua disponibilità. Poi il nulla. Fino alla notizia della, ormai famosa, diffida. O presunta tale.

Cristina Plevani a Fanpage.it: “L'idea di Amici Celebrities risale a 18 anni fa”

A riprova che l'idea di “Amici Celebrities” è uno spin-off vero e proprio di “Amici”, spunta un altro piccolo dettaglio. La vincitrice della prima edizione del “Grande Fratello”, Cristina Plevani ha confermato a Fanpage.it che in realtà già nel 2001 Maurizio Costanzo le aveva parlato dell'idea del talent con personaggi famosi ed ex inquilini della casa più spiata d'Italia. Parliamo dunque di diciotto anni fa. “L'idea di Costanzo era quella di fare una edizione speciale di Amici con tutti i protagonisti del Grande Fratello 1 e 2 e altri personaggi del mondo dello spettacolo. Il concetto era molto semplice ‘o sai fare qualcosa e lo dimostri o sparisci dalla tv‘. Insomma dovevamo metterci in gioco non solo nel ballo e nel canto, ma anche nella recitazione. – racconta la Plevani a Fanpage.it – Il messaggio era importante: dimostrare di saper fare qualcosa. Ho firmato un contratto il 10 dicembre 2001, ma alla fine non se n'è fatto più nulla e il progetto è rimasto nel cassetto. Peccato”.