Era il 12 maggio 1995 quando Mia Martini veniva ritrovata senza vita dai vigili del fuoco nella sua casa di Varese, dove si era trasferita per poter stare più vicina a suo padre. Da allora sono trascorsi 25 anni, durante i quali è avvenuto un lento percorso di riabilitazione della reputazione della cantante, dotata di un talent sconfinato e allo stesso tempo segnata da una vita turbolenta.

Il docufilm in prima serata

In occasione di questo importante anniversario, Rai3 trasmetterà in prima serata il 27 febbraio "Mia Martini, fammi sentire bella", il docufilm di Indigostories prodotto da Alessandro Lostia e diretta da Giorgio Verdelli, che ripercorrerà i momenti di maggiore rilievo della carriera di Mia Martini, attraverso le testimonianza delle sorelle Loredana, Leda e Livia, ma anche di amici e colleghi, da Caterina Caselli a Dori Ghezzi, così come degli autori che hanno scritto alcune delle sue canzoni più celebri. Voce narrante del film quella di Sonia Bergamasco, che insieme al pubblico traccerà il percorso di vita e di carriera in chiaroscuro di Mia Martini, dai momenti di grande successo a quelli più bui, cupi, di grande crisi, che hanno forse contribuito a renderla più fragile.

L'ultima canzone di Mia Martini

Filmati esclusivi, interviste inedite mai pubblicate fino ad ora e documenti rari aiuteranno a ricostruire la parabola di vita di una delle artiste più apprezzate del nostro panorama musicale, alla cui memoria si sta restituendo grande lustro negli ultimi anni, grazie anche e soprattutto ad operazione filmiche e televisive di grande rilievo. Un esempio è, ovviamente, il film per la Tv "Io sono Mia", interpretato da una eccellente Serena Rossi nei panni proprio di Mia Martini, che nel 2019 ha registrato un enorme successo televisivo, restituendo Mia Martini al grande pubblico.

L'operazione diretta da Giorgio Verdelli vanta inoltre la possibilità di far ascoltare agli spettatori "Fammi sentire bella", il singolo che dà il nome al docufilm, scritto per Mia Martini da Giancarlo Bigazzi e Angelo Valsiglio, pubblicato postumo da Sugar.