Il film cult del 1974, Mezzogiorno e mezzo di fuoco, è tra le commedie più apprezzate degli Anni Settanta e ben presto è diventato uno tra i titoli più iconici del cinema moderno. Eppure, la pellicola di Mel Brooks, ha dovuto subire lo stesso trattamento riservato a Via col vento, sempre sulla piattaforma streaming della HBO, ovvero la HBO Max dove il film è preceduto da una sorta di lezione che spieghi la natura di alcune scene ivi presenti, affinché non vengano fraintesi alcuni messaggi e si possa dire, anche di questo film che "inciti al razzismo".

La spiegazione prima del film

Guardando la scelta cinematografica di HBO Max, chi dovesse imbattersi in questo storico titolo del 1974, con grande sorpresa prima dell'inizio del film si troverà a dover leggere e ascoltare una sorta di lezione, quello che in gergo chiameremmo un disclaimar, con il quale Jacqueline Stewart, professore di cinema presso l’Università di Chicago e conduttore di “Silent Sunday Nights”su Turner Classic Movies spiega il contesto storico attorno a cui si muove l'intero film, dicendo:

Come implicato dalla stessa trama, la questione del razzismo e protagonista di Mezzogiorno E Mezzo Di Fuoco. Il linguaggio e l’attitudine razzisti pervadono tutta la pellicola. Ma si tratta di attitudini tipiche di quei personaggi che vengono esplicitamente dipinti come bigotti, ignoranti e stupidi. L’autentica e decisamente più illuminata prospettiva ci viene fornita dai protagonisti interpretati da Cleavon Little e Gene Wilder.

Via Col Vento considerato film razzista

Un portavoce della HBO ha dichiarato che si tratta di un modo per "porre il film nel contesto sociale adeguato". Lo scorso giugno, proprio a questo proposito, si era innescata una polemica attorno alla presenza di Via col Vento, il grande classico del 1939, in catalogo nella piattaforma streaming della nota emittente. Le motivazioni erano state generate in seguito al movimento Black Lives Matter, con il quale si vogliono rivendicare i diritti delle persone nere e vittime di razzismo. Il film, quindi, era stato rimosso dal catalogo perché considerato "un film che giustifica razzismo e schiavitù". Dopo qualche settimana è stato poi reintrodotto nell'offerta della piattaforma, preceduto dall'introduzione del professor Stweart e da un approfondimento dello storico Donald Bogle.